Le Montagne Analogiche di Chiara Cagnan su Pellicola Earl Grey

In questa intervista, Chiara Cagnan ci mostra i suoi meravigliosi scatti in bianco e nero, realizzati con la nostra pellicola Earl Grey B/N 35 mm ISO 100, e ci racconta @chiaralogue, il suo progetto social di divulgazione a tema fotografia analogica.

© Chiara Cagnan

Ciao Chiara, benvenuta a Lomography! Potresti presentarti ai lettori del nostro Online Magazine?

Ciao a tutti! Mi chiamo Chiara Cagnan, ho 26 anni e sono nata e cresciuta a Turate, un piccolo paesino tra Como e Milano. Negli anni ho studiato e viaggiato molto: dopo una laurea triennale in mediazione linguistica, un Erasmus a Barcellona, due estati di volontariato europeo in Norvegia e in Irlanda, ho conseguito la laurea magistrale in Comunicazione e Relazioni Internazionali, e al momento lavoro nel campo del Marketing e della Comunicazione Digitale. Nonostante la mia carriera lavorativa, sono un’inguaribile amante del mondo analogico. Amo tutto ciò che è offline: leggere un buon libro, passeggiare all’aria aperta, scattare, sviluppare e stampare fotografie in camera oscura. Passioni che per il momento amo svolgere nel tempo libero ma che, in un futuro, spero possano diventare il mio lavoro.

Raccontaci del tuo background fotografico. Qual è la tua storia? Quando è nata la tua passione per la fotografia su pellicola?

Non sono mai stata appassionata di fotografia, non ho mai posseduto una macchina fotografica e tutto quello che immortalavo, in maniera piuttosto mediocre, lo registravo attraverso la fotocamera a bassa qualità del mio smartphone. Il motivo è da ricercare nel fatto che non mi è mai interessato catturare la perfezione: per questo non mi sono mai avvicinata alle complesse macchine digitali che promettono di restituire immagini meravigliose, spesso anche superiori alla realtà stessa. Ma dopo anni passati a scattare un numero spropositato di fotografie a bassa qualità con il telefono, mi sono resa conto dell’inutilità di quelle fotografie, che via via si andavano accumulando nella galleria del telefono, perdendo in breve tempo di significato. È qui che è entrata in gioco la fotografia analogica: cercavo qualcosa che mi mettesse alla prova, che mi spingesse a ragionare, mi insegnasse ad osservare, mi imponesse di scegliere. L’analogico, con la sua lentezza, la quantità limitata di scatti, l’attenzione ai dettagli, il processo di sviluppo e dunque la resistenza all’attesa, non solo mi ha insegnato a scattare, ma anche ad osservare e a vivere in maniera differente.

© Chiara Cagnan

Sei tra i vincitori del concorso Shoot for the Future, evento supportato da Progetto Rinascita e Lomography Italia tenutosi lo scorso dicembre al Lago d'Orta. Complimenti! Com'è stata l'esperienza?

Assolutamente positiva! In Italia non esiste ancora una cultura analogica così sviluppata da favorire l’incontro tra fotografi, e quando ho saputo dell’evento non ho esitato neppure un secondo prima di iscrivermi. È stata un’esperienza davvero piacevole, non solo per mettersi alla prova in una gara di scatti, ma anche per conoscere nuovi luoghi, nuove realtà e nuovi paesi. Inoltre, ho particolarmente apprezzato il tema dell’evento, la sostenibilità, un tema a me molto caro e che sento particolarmente vicino. È stato un piacere e un onore essere stata nominata vincitrice: grazie ancora!

Il tuo fantastico profilo Instagram @chiaralogue, pagina di divulgazione sulla fotografia analogica, sta andando alla grande! Come e quando è nato il progetto?

Il progetto è nato poco più di un anno fa, quasi per caso, dalla voglia di condividere con qualcuno la mia passione per l’analogico. Quando ho iniziato a scattare non conoscevo nessuno con la mia stessa passione, o comunque nessuno che lo facesse in maniera professionale. I pochi amici che possedevano una analogica portavano i rullini a sviluppare nei laboratori, e spesso non sapevano darmi informazioni dettagliate sulla scelta alle fotocamere. Ho deciso di aprire @chiaralogue per condividere con un pubblico di appassionati questa passione, e presto la rete si è sparsa a macchia d’olio. La cosa bella di questo progetto è che non si smette mai di imparare. Dai rullini, ai libri di fotografia; dalle mostre, ai tempi di sviluppo: c’è sempre qualcuno che sa quella cosa in più, pronto a darti un suggerimento, un consiglio, una suggestione… Penso che se avessi continuato a sviluppare da sola in cameretta senza aprire il profilo mi sarei persa circa l’80% delle conoscenze che oggi ho appreso. Ad oggi il progetto mi sta dando tante soddisfazioni e mi ha fatto conoscere tante belle persone con cui condividere questa bellissima passione: speriamo continui ad andare alla grande anche in futuro

© Chiara Cagnan

Per questi scatti meravigliosi, hai utilizzato la nostra pellicola Earl Grey B/N 35 mm ISO 100. Raccontaci la tua esperienza.

Sono un’inguaribile amante del bianco e nero, quindi la mia esperienza con Earl Grey B/N 35 mm ISO 100 non potrebbe essere stata che positiva! In lei ho trovato tutti gli aspetti essenziali che rendono una pellicola classica ed elegante: toni del nero ricchi, bianchi netti e tutte le sfumature di grigio nel mezzo. Un’ampia gamma tonale in grado di restituire fotografie misteriose e d’altri tempi. Per questo motivo, io ho scelto di utilizzarla per una gita in montagna durante una giornata particolarmente nuvolosa. Gli scatti che più mi hanno soddisfatta sono sicuramente quelli fatti ai banchi di nuvole in movimento, con dietro le montagne rocciose. In giornate così, dove le nuvole creano infinite sfumature di bianco e nero sulla roccia, la montagna diventa un vero e proprio parco giochi per un fotografo! Anche la resa dei paesaggi mi ha soddisfatta: avendo immortalato scene ricche di dettagli, sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla varietà di sfumature restituite. Sono curiosa di vedere la resa sui ritratti: sarà l’occasione per mettere alla prova nuovamente la Earl Grey!

Ci sono delle caratteristiche della Earl Grey 35 mm che ti hanno particolarmente colpito? Che differenze hai notato rispetto agli altri bianchi e neri che hai provato, come la Lomography Berlin Kino B/N 35 mm ISO 400, che hai usato per Shoot for the Future?

L’aspetto che più mi ha colpito è sicuramente l’estrema nitidezza e l’ampiezza tonale: definirei la Earl Grey 35 mm come una pellicola fedele, in grado di restituire un’immagine della realtà fedele, fotografica, precisa e accurata. Al contrario, ho trovato la Berlin Kino più approssimativa, quasi grossolana. La grana pastosa è sicuramente una delle caratteristiche che differenzia le due pellicole, ma che me le fa amare allo stesso modo. Mentre la prima è sicuramente più raffinata e classica, la seconda la direi più cruda, con meno tonalità e decisamente più netta.

C'è qualche consiglio che daresti a chi volesse provare la nostra pellicola?

È una pellicola che ben si presta bene per qualsiasi situazione. Il mio consiglio se non l’avete mai provata? Testatela in diverse occasioni! Fotografia di paesaggio, ritratto, movimento, still life… sperimentatela, mettetela alla prova e scoprite tutte le sue potenzialità.

© Chiara Cagnan

Hai in programma qualche progetto interessante che vorresti condividere con noi?

Come avete potuto vedere dai miei scatti, oltre che di fotografia analogica sono appassionata di montagna. Per ora nessun progetto ufficiale, ma sto lavorando e studiando per fondere insieme questi due elementi nella speranza di far nascere qualcosa di bello (fingers crossed!).


Grazie mille Chiara per questa intervista! Segui la sua pagina Instagram @chiaralogue.

Scritto da ludovicazen il 2022-10-03 in #gear #cultura #persone #cultura #earlgrey

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