Street Photography su Pellicole Lomography Medio Formato: Fotografie di Marco Donazzan

Ogni grande città ha la sua Chinatown e Milano non fa eccezione: il quartiere cinese del capoluogo lombardo è un luogo affascinante e multietnico che in pochi anni è diventato una delle zone più amate dai milanesi. Il fotografo Marco Donazzan, armato di pellicole Lomography 120, ha realizzato alcuni ritratti presso Paolo Sarpi, la strada principale di questo quartiere.

© Marco Donazzan

Ciao Marco, benvenuto! Potresti fare una tua presentazione per i lettori del nostro Online Magazine?

Sono nato a Vicenza e da sei anni mi sono trasferito a Milano. Sono un fotografo professionista, lavoro principalmente nel settore moda, automotive in studio e musica.

Puoi raccontarci del tuo background fotografico? Quando é iniziato il suo viaggio nel mondo della fotografia?

Fin da piccolo mi divertivo a guardare le diapositive scattate da mio padre, giornalista inviato speciale, in giro per il mondo, durante le competizioni di F1, Olimpiadi estive e invernali o la famosa Parigi Dakar. Persone, culture, colori e atmosfere affascinanti che mi trasportavano verso mondi nuovi. Le mie primissime foto le ho realizzate con una vecchia Nikon a pellicola che mi fu regalata circa 15 anni fa. I primi click in un parco vicino alla mia città, i negativi presi in laboratorio e scattò subito un grandissimo amore per la fotografia analogica. Vedere le immagini dopo qualche giorno fu davvero una bellissima esperienza; una parentesi di qualche anno con le macchine digitali e sei anni fa ho ripreso in mano una 6x9, da allora non mi sono più fermato.

© Marco Donazzan - Color Negative 400 120

Ti ricordi qual è stata la tua prima macchina fotografica analogica?

La mia prima macchina analogica è stata una Nikon F90x che utilizzo ancora oggi per qualche lavoro o viaggio.

In un'era innegabilmente digitale, come mai la scelta di fotografare principalmente su pellicola?

Perchè il primo amore non si scorda mai: l’emozione che percepii quel pomeriggio con mio padre fu un qualcosa di meraviglioso. Amo poter scegliere se fare o non fare una fotografia. I frame sono “contati”, mentre con la digitale scattiamo anche se non ci interessa appieno quello che stiamo guardando. Con la pellicola scatto prettamente sempre e solo se mi sento di farlo. Penso che fotografare con il rullino sia arte, niente è scontato, tutto è in equilibrio.

© Marco Donazzan - Color Negative 400 120

E per quale motivo soprattutto in medio formato?

Mi piace la qualità e il taglio 6x7. Hai pochissimi scatti a disposizione…la possibilità di errore dev'essere pari a zero.

Che ruolo ha per te la fotografia analogica nel 2023?

E’ indispensabile. Penso non potrei farne a meno. Che siano progetti personali o lavori, cerco di inserire sempre degli scatti in pellicola. Quando riprendo in mano i negativi o le fotografie stampate, mi ricordo sempre le emozioni che stavo vivendo quando ho fatto click. A casa ho un muro con attaccate centinaia di provini, ogni qualvolta i miei occhi si fermano su qualche frame, la mente corre verso lavori, viaggi e avventure passate.

© Marco Donazzan - LomoChrome Color '92 120

Queste meravigliose fotografie sono state scattate con le nostre pellicole LomoChrome Color '92, Color Negative 400 e Redscale: quali caratteristiche ti hanno colpito particolarmente?

La prima cosa è la qualità del materiale dei rullini, ottima. La Color Negative 400 è stata la mia preferita, è quello che cercavo per le mie immagini. Colori saturi e caldi. La LomoChrome Color ’92 ha una vibe desaturata, opaca, penso sia stata la scelta giusta per alcuni scatti in Chinatown. Il rullino Redscale è stata una bella e piacevole scoperta, non ne avevo mai scattato uno. Penso che sia l’ideale per delle immagini dal risultato unico.

© Marco Donazzan - Redscale XR 120

Quale fotocamera hai utilizzato?

Mamiya rz67 e Pentax 6x7.

Ti capita mai di optare per la pellicola per progetti commissionati? Se sì, quali sono le sfide rispetto al digitale?

Sì, mi è capitato più di qualche volta. Quando scatto in analogico cerco di scattare solamente in pellicola, senza avere quel “salvagente digitale”, così sarebbe troppo facile. Mi piace il rischio ed essere coerente con quello che faccio. La differenza sta nelle tempistiche, budget e possibilità di sbagliare. Il digitale ti permette di vedere già il risultato quasi finale e di arrivare ad una perfezione d’immagine veramente alta. La pellicola fa sognare. Il risultato è più vero, imperfettamente bello, accattivante e alcune volte inaspettato.

© Marco Donazzan - Color Negative 400 120

Da cosa/chi trai ispirazione per le tue foto?

Da tutto quello che mi circonda, dalle persone sognatrici che vivono e lavorano per arrivare a raggiungere un sogno.

Hai qualche progetto o collaborazione interessante in programma?

Da quattro anni ho un progetto sui punk che vivono a Berlino, ogni anno cerco di ritagliarmi dei giorni per continuarlo, è un processo lungo ma a cui tengo molto. Penso che nel giro di qualche anno tutta quella comunità andrà, spero di no, man mano sempre più scomparendo per colpa del rincaro vita e problemi con l’amministrazione.Le persone e il mondo si stanno sempre più uniformando, mentalmente e in qualità di estetica. Cerco di raccontare e tenere traccia di quelle figure alcune volte distanti dalla nostra realtà. Spero di poter realizzare una mostra o un libro con gli scatti che ho realizzato in questi anni.

© Marco Donazzan - LomoChrome Color '92 120

Segui Marco Donazzan su Instagram per vedere tutti i suoi lavori.

Scritto da melissaperitore il 2024-01-04 in #gear #120 #medio-formato

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