Lomography x Perimetro - 36 Shots About, la tua Storia in un Rullino: Intervista a Elisa Norcini

Questa grande open call ha ricevuto più di 250 candidature e ha coinvolto un network di 39 partner tra istituzioni culturali, scuole di fotografia, riviste, laboratori e spazi creativi indipendenti che ci hanno supportato selezionando i progetti vincitori.

Sette fotografi per sette città (Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino) che hanno mappato questo viaggio attraverso le loro storie su pellicole Lomography 35 mm. Visioni libere e personali tutte diverse tra loro, senza regole o temi da seguire, per risultati che, in 36 scatti, riscoprono il piacere della sorpresa e la bellezza dell’imprevisto. Oggi vi presentiamo il progetto di Elisa Norcini, intitolato Città da Favola e realizzato su pellicola LomoChrome Turquoise.

© Elisa Norcini - Pellicola LomoChrome Turquoise

Ciao Elisa, benvenuta! Potresti fare una tua presentazione per i lettori del nostro Online Magazine?

Ciao a tutti! Sono Elisa, sono nata ad Arezzo e cresciuta a Capolona, un piccolo paese nel Casentino. Mi sono laureata in Studi Interculturali presso l’Università di Firenze. Dopo alcune esperienze all’estero in progetti di cooperazione internazionale, mi sono trasferita a Siviglia per molti anni dove ho lavorato in vari progetti riguardanti l’arte e la cultura. Nel 2020 sono rientrata in Italia per frequentare il corso triennale in “Fotografia e nuovi media” presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze, dove mi sono appena diplomata.

Puoi raccontarci del tuo background fotografico? Quando é iniziato il suo viaggio nel mondo della fotografia?

Il mio viaggio nel mondo della fotografia è iniziato durante gli anni dell’Università, quando sono riuscita a comprare la mia prima macchina fotografica reflex digitale. Ma, con il tempo, persi interesse nei confronti della fotografia per colpa della quantità di foto che facevo, ogni volta alla ricerca di quella perfetta, ma soprattutto per l’incapacità di sceglierle e di dover passare ore ed ore davanti al computer. La mia vera passione è scoppiata nel 2012 quando mi sono trasferita a Siviglia e ho scoperto la fotografia stenopeica. Mi sono innamorata della possibilità di costruirmi da sola il mio mezzo fotografico senza dipendere dal mercato, di dover visualizzare tutto nella mia testa senza poter guardare da un mirino o un display, di saper attendere il momento giusto e la luce corretta anche per ore, di poter scattare solo una foto per volta. La fotografia stenopeica mi ha insegnato ad amare anche gli errori ed ad apprezzare le foto imperfette, mi ha insegnato che la bellezza sta nel processo e non nel risultato.

© Elisa Norcini - Pellicola LomoChrome Turquoise

Raccontaci di questo fantastico progetto: com è nata l’idea?

L’idea è nata dall’unione dei vari elementi: volevo che il progetto mi rappresentasse come fotografa, che rappresentasse i rullini Lomography e che rappresentasse Firenze. Ho subito pensato di usare la tecnica della doppia esposizione ed appena ho letto la lista dei rullini a disposizione mi sono concentrata su LomoChrome Turquoise o Purple, perché quando penso a Lomography penso ad una fotografia molto creativa. Mi sono chiesta come l’unione delle doppie esposizioni e dei colori alterati dalla pellicola avrebbero potuto raccontare la città di Firenze, piena di arte e forme bellissime. Così ho immaginato una “città da favola”, un mondo che sembra irreale con luoghi, persone e oggetti fantastici.

Alla fine, hai optato per la nostra pellicola color-shifting LomoChrome Turquoise: come mai questa scelta e quali caratteristiche ti hanno colpito particolarmente di questa pellicola?

Ho scelto la LomoChrome Turquoise, oltre che per i motivi che ho detto precedentemente, anche perché avevo grande curiosità di provarla da tempo.

Mi ha colpito molto l’estetica interessante data dalle tonalità di turchese e arancione e mi sono divertita molto a cercare di immaginare come la pellicola avrebbe rappresentato quei colori che vedevo di fronte a me nel momento dello scatto. Ma soprattutto mi ha colpito la capacità di trasformare le cose e del vederle rappresentate con dei colori ai quali non siamo abituati.

© Elisa Norcini - Pellicola LomoChrome Turquoise

Hai utilizzato la tecnica delle doppie esposizioni: quando hai iniziato a sperimentare con questa tecnica?

Ho iniziato a sperimentare la tecnica delle doppie esposizioni con la fotografia stenopeica. La prima scatola che ho costruito era un cubo e quasi subito ho avuto l’impulso di capovolgerlo per scattare anche sotto sopra. Mi sono innamorata subito della possibilità di unire più immagini per crearne una nuova. Cosi ho continuato a sperimentare cercando di creare non solo una nuova immagine ma anche un nuovo significato. Da quel momento non ho più smesso, cercando di trasportarla anche al 35mm, al 120 e al banco ottico, diventando ormai una caratteristica riconoscibile dei miei progetti personali.

Hai qualche consiglio da dare a coloro che volessero cimentarsi per la prima volta in questa tecnica unica?

Per chi volesse cimentarsi con questa tecnica meravigliosa consiglio di partire dal visualizzare prima l’immagine nella propria testa, cercando poi di capire come realizzarla tecnicamente. È importante lavorare con immagini molto nette e contrastate, perché bisogna tenere a mente che ciò che è ombra unisce, mentre ciò che è luce cancella. Infine, consiglio di non arrendersi davanti ai primi errori: non è una tecnica facile al principio, ma quando si capisce come funziona, dà moltissime soddisfazioni. Ogni volta, al momento dello sviluppo, ti regala un’emozione unica, perché non sai mai cosa possa essere venuto fuori.

© Elisa Norcini - Pellicola LomoChrome Turquoise

Quale fotocamera hai utilizzato?

Ho utilizzato la Canon AE1. Ho questa macchina da quando sono passata dalla fotografia stenopeica a quella in pellicola ed è in assoluto la macchina che utilizzo maggiormente, benché ne abbia altre di maggior valore.

Avere solo 36 scatti a disposizione è stato per te uno stimolo oppure un limite per il tuo processo creativo?

Avere solo 36 scatti a disposizione è stato sicuramente uno stimolo. Sapere di avere un numero limitato di possibilità per sviluppare un progetto e raccontare una storia ti porta a ragionare di più sui singoli scatti, oltre che a fare una selezione più ponderata di quali elementi utilizzare per raccontarla. Questo non significa avere bisogno di più tempo. Ho scattato il rullino in una mezza giornata in giro per Firenze, facendomi guidare molto dal mio istinto e dal caso, cercando di avere bene in mente cosa poteva funzionare e cosa no, senza lasciare spazio alle incertezze. Se avevo dei dubbi su di uno scatto decidevo di non farlo e aspettavo il momento in cui mi sentivo certa.

© Elisa Norcini - Pellicola LomoChrome Turquoise

Cambieresti qualcosa se potessi riscattare lo stesso rullino?

Assolutamente no, sono molto contenta del progetto che sono riuscita a produrre, oltre che personalmente sorpresa. Utilizzando la tecnica delle doppie esposizioni, non sono mai sicura fino in fondo di come potrebbe essere il risultato e sono sempre pronta ad avere delle delusioni. Poteva essere andata benissimo oppure malissimo. Sono molto contenta che alla fine sia andata benissimo.

Che ruolo ha per te la fotografia analogica nel 2024?

La fotografia analogica nel 2024 ha ancora un ruolo molto importante, direi fondamentale, ma potrei essere di parte perché è quello a cui mi dedico. In generale credo che continuerà ad avere una certa rilevanza, benché sia sempre più considerata una forma d’arte o un approccio creativo che interessa solo una particolare nicchia. Io apprezzo la fotografia analogica per la sua qualità visiva unica, il suo processo creativo coinvolgente, la magia di vedere apparire l’immagine tra i chimici e l'aspetto tangibile delle stampe, per non parlare delle ore in camera oscura in cui il tempo si ferma! Ciò che le auguro per il 2024 è che possa tornare ad essere più accessibile a tutti.

© Elisa Norcini - Pellicola LomoChrome Turquoise

Hai qualche progetto o collaborazione interessante in programma?

Sì, un progetto a cui tengo moltissimo: insieme ad altri 3 amici fotografi abbiamo in programma di aprire a breve una Community Darkroom a Firenze, un luogo dedicato interamente alla fotografia analogica, dove avere accesso ad una camera oscura attrezzata. Vorremmo essere un punto di incontro, di scambio e di riferimento per tutti gli amanti dell’analogico. Tra le varie attività in programma ci sono molti corsi dedicati allo sviluppo e stampa fine art, ma anche corsi su processi alternativi o tecniche più sperimentali, come la fotografia stenopeica, cianotipia, istantanee, collodio, mordancage e senza dubbio la doppia esposizione.

Grazie Lomography per l’intervista e l’opportunità! Spero di rincontrarci presto!


Segui Elisa sul suo profilo Instagram per vedere tutte i suoi progetti e per rimanere aggiornati sulla Community Darkroom o sui corsi.

Scritto da melissaperitore il 2024-02-09 in #gear #35mm #italia #gaza #palestina #fotografia-analogica #concorso #rullino #pellicole-lomography #lomographyitalia #open-call #perimetro #36-shots-about

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