Le Mostre Fotografiche da Non Perdere a Febbraio 2024

Ecco alcune delle mostre fotografiche più interessanti di queste settimane! Un'ottima idea per trascorrere San Valentino insieme alla tua persona speciale ;)

Fred Stein. Gerda Taro and Robert Capa. Cafe du Dome, Paris 1936 © Estate Fred Stein, Courtesy International Center of Photography

ROBERT CAPA E GERDA TARO: LA FOTOGRAFIA, L’AMORE, LA GUERRA
Camera Torino | 14 febbraio – 2 giugno 2024

CAMERA presenta Robert Capa e Gerda Taro: la fotografia, l’amore, la guerra, un’altra grande mostra – dopo le personali dedicate a Dorothea Lange e André Kertész – che racconta con circa 120 fotografie uno dei momenti cruciali della storia della fotografia del XX secolo, il rapporto professionale e affettivo fra Robert Capa e Gerda Taro, tragicamente interrottosi con la morte della fotografa in Spagna nel 1937.

L’intensa stagione di fotografia, guerra e amore di questi due straordinari personaggi è narrata nella mostra curata da Walter Guadagnini e Monica Poggi, attraverso le fotografie e la riproduzione di alcuni provini della celebre “valigia messicana”, contenente 4.500 negativi scattati in Spagna dai due protagonisti della mostra e dal loro amico e sodale David Seymour, detto “Chim”. La valigia, di cui si sono perse le tracce nel 1939 – quando Capa l’ha affidata a un amico per evitare che i materiali venissero requisiti e distrutti dalle truppe tedesche – è stata ritrovata solamente nel 2007 a Mexico City, permettendo di attribuire correttamente una serie di immagini di cui fino ad allora non era chiaro l’autore o l’autrice.

© Newsha Tavakolian/Magnum Photos | Newsha Tavakolian, Listen Project, IRAN, 2010-2011

Fotografia è donna. L’universo femminile in 120 scatti dell’agenzia Magnum Photos dal dopoguerra a oggi
La Castiglia di Saluzzo, Cuneo | 13 ottobre 2023 – 25 febbraio 2024

CAMERA continua ad approfondire il ruolo delle donne davanti e dietro la macchina fotografica, dopo le due mostre di grande successo dedicate a Eve Arnold e a Dorothea Lange, e lo fa con Fotografia è donna. L’universo femminile in 120 scatti dell’agenzia Magnum Photos, dal dopoguerra a oggi, che nell’antica residenza fortificata de La Castiglia di Saluzzo in provincia di Cuneo, propone un percorso fra le più iconiche immagini di Magnum Photos, realizzate in prima persona da autrici di fama internazionale e da alcuni celebri colleghi che, guardando alla condizione femminile nel mondo, hanno documentato le mutazioni sociali degli ultimi settant’anni.

Fra i lavori esposti ci sono quelli di Eve Arnold, Robert Capa, Cristina De Middle, Elliott Erwitt, Susan Meiselas e Alessandra Sanguinetti.

Adriano Celentano fa scandalo voltando le spalle al pubblico durante la sua esibizione all'XI Festival di Sanremo in cui canta "24000 baci", 1961. Fotografia di Franco Gremignani © Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Non ha l’età. Il Festival di Sanremo in bianco e nero 1951-1976
Gallerie d'Italia - Torino | 1 febbraio – 12 maggio 2024

La più celebre manifestazione della canzone italiana nasce nel 1951, organizzata dalla Rai di Torino, in tre serate e trasmessa radiofonicamente in presa diretta dal Salone delle Feste del Casinò. Le prime edizioni vengono trasmesse solo dalla radio, ma nel 1955, la manifestazione comincia ad avere una certa popolarità e la tv decide di appropriarsene. Da allora infatti la storia del Festival di Sanremo procede di pari passo con la storia della televisione italiana. Il Festival di Sanremo è un capitolo importante non solo della storia della musica e della televisione ma anche della storia sociale del Paese.

I fotoreporter dell’Agenzia Publifoto intuiscono l’importanza della manifestazione e, negli anni in cui l’evento fu ospitato nel Casinò di Sanremo (1951-1976), realizzano circa 15.000 fotografie del Festival. La mostra espone un nucleo di fotografie dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, ripercorre gli anni in cui il Festival fu ospitato nel Casinò di Sanremo prima di trasferirsi definitivamente al Teatro Ariston e si sofferma in pochi casi sulle immagini delle esibizioni degli artisti sul palco, per concentrarsi invece sul “fuori scena”: l’attesa dei cantanti in platea durante le prove; le passerelle degli artisti (anche gli ospiti stranieri) in giro per la città di Sanremo; la produzione degli autografi per il pubblico; gli artisti in sala trucco; il pubblico; gli artisti ritratti in situazioni curiose, ma anche l’orchestra, la giuria, la sala stampa.

Self-portrait with pink shorts and balloons, Paris, 2017, © Juergen Teller, All rights reserved

Juergen Teller. i need to live
Triennale Milano | Fino al 1 aprile 2024

Il fotografo tedesco Juergen Teller – attivo dalla prima metà degli anni Novanta – è noto in tutto il mondo per le sue opere raffiguranti personaggi famosi, i provocatori editoriali per importanti pubblicazioni e le originali campagne di moda. Tra le oltre 1.000 opere esposte in mostra si trovano sia lavori personali che opere su commissione, immagini note e delle nuove serie fotografiche, oltre a video e a installazioni. i need to live – dichiarazione e allo stesso tempo frase motivazionale – riassume le sensazioni dell’artista a fronte dei tragici incidenti che hanno segnato la sua vita. Con i suoi scatti riconosce la fragilità dell’esistenza umana e celebra l’importanza di essere vivi.

© Ilaria Magliocchetti Lombi

Straordinarie, volti e voci di 110 protagoniste del presente
Fabbrica del Vapore - Milano | 14 febbraio - 17 marzo 2024

Gli spazi della Cattedrale ospiteranno dal 14 febbraio al 17 marzo il progetto promosso da Terre des Hommes e curato da Renata Ferri con le fotografie di Ilaria Magliocchetti Lombi, che raccoglie 110 ritratti e voci di donne italiane provenienti da molteplici ambiti della società contemporanea. Professioniste che con il loro percorso testimoniano tanti modi diversi, tutti possibili, di affermarsi e realizzare le proprie ambizioni oltre pregiudizi e discriminazioni.

La mostra, realizzata grazie al sostegno di Deloitte con il patrocinio di Fondazione Deloitte, è parte della campagna #indifesa che Terre des Hommes porta avanti ormai dal 2012 per promuovere i diritti delle bambine e delle ragazze in Italia e nel mondo, attraverso progetti concreti sul campo, ma anche iniziative di sensibilizzazione come Straordinarie, e campagne di advocacy per costruire una cultura del rispetto e dell’inclusione contro ogni pregiudizio e discriminazione di genere.

© Martin Parr/Magnum Photos

MARTIN PARR. Short & Sweet
MUDEC Milano | 10 febbraio - 30 giugno 2024

Il Museo delle Culture prosegue la fortunata collaborazione con Magnum Photos sulla fotografia di reportage e documentaria con “Martin Parr. Short and Sweet”, una grande mostra dedicata a uno dei fotografi documentaristi britannici più affermati e riconosciuti del nostro tempo, prodotta da 24 ORE Cultura, promossa dal Comune di Milano-Cultura e che vede Fondazione Deloitte come Institutional Partner.

A partire dai primi lavori in bianco e nero fino ai temi più cari a Parr – dalle ‘vite da spiaggia’ al turismo – il progetto espositivo, curato in prima persona dall’artista, espone oltre 60 fotografie selezionate da Parr appositamente per questo progetto e presentate insieme al corpus di immagini della serie che lo ha reso famoso, Common Sense, con oltre 200 fotografie tra le 350 esposte nella mostra omonima del 1999 che esplorano la realtà plastificata e pacchiana del mondo occidentale.

Couple au bal des Quatre Saisons, rue de Lappe © Estate Brassaï Succession-Philippe Ribeyrolles

Brassaï. L'occhio di Parigi
Palazzo Reale - Milano | dal 23 febbraio 2024

La mostra, realizzata in collaborazione con l’Estate Brassaï e curata da Philippe Ribeyrolles, studioso nonché nipote del grande fotografo, presenterà attraverso più di 200 stampe d’epoca un approfondito e inedito sguardo sull’opera di Brassaï, con particolare attenzione alle famosissime immagini dedicate alla capitale francese e alla sua vita. Ungherese di nascita, ma parigino d’adozione, Brassaï è stato uno dei protagonisti della fotografia mondiale, definito dall’amico Henry Miller “l’occhio vivo” della fotografia. In stretta relazione con artisti quali Picasso, Dalì e Matisse, e vicino al movimento surrealista, a partire dal 1924 fu partecipe del grande fermento culturale che investì Parigi in quegli anni.

Le sue fotografie dedicate alla vita della capitale – dai quartieri operai ai grandi monumenti simbolo, dalla moda ai ritratti degli amici artisti, fino ai graffiti e alla vita notturna – sono oggi immagini iconiche che nell’immaginario collettivo identificano immediatamente il volto di Parigi.

Cesare Zavattini

Mostra / Parliamo ancora di me. Zavattini tra parola e immagine
Palazzo dei Musei - Reggio Emilia | 1 Apr 2023 - 24 Mar 2024

L’esperienza culturale di Cesare Zavattini (1902-1989) si caratterizza per la poliedricità degli interessi e l’utilizzo di diversi mezzi espressivi, mantenendo costantemente una marcata dimensione “autobiografica” nel processo creativo.

Il percorso espositivo intende illustrare la sostanziale organicità e coerenza dell’opera zavattiniana nell’impegno per una riflessione sulla propria autorappresentazione e la sua trasfigurazione nel campo della scrittura e della pittura. La mostra, attingendo alla ricca collezione dei dipinti di Zavattini dei Musei Civici e al patrimonio documentario dell’Archivio Cesare Zavattini conservato presso la Biblioteca Panizzi, presenta una selezione di materiali in grado di restituire la propensione all’autoriflessione nell’esperienza culturale e artistica di Zavattini. Nel percorso emerge la forte contaminazione tra forme della scrittura e della pittura, così come la dimensione transmediale della creatività artistica zavattiniana, evidenziando il forte nesso tra pittura e letteratura che caratterizza l’attività dell’autore luzzarese fin dagli esordi degli anni Trenta e destinato ad accompagnarlo costantemente durante il suo itinerario artistico.

© Hilde Lotz-Bauer

Hilde in Italia. Arte e vita nelle fotografie di Hilde Lotz-Bauer
Museo di Roma in Trastevere | 17 gennaio - 05 maggio 2024

Una vera pioniera della fotografia di strada, o street photography, Hilde Lotz-Bauer ha fotografato l’Italia negli anni Trenta facendo arrivare fino a noi immagini uniche della vita della gente comune, dei luoghi e dei tesori artistici italiani. Hilde Bauer (1907-1999), sposata prima Degenhart e poi Lotz, sviluppò un personale ed originale sguardo artistico durante il suo primo soggiorno in Italia tra il 1934 e il 1943. Come mise piede sulla penisola se ne innamorò perdutamente. Roma, in particolare, fu un luogo fondamentale per Hilde, vissuto e sentito fino alla fine come la sua vera casa; città che presso il Cimitero Acattolico ne conserva oggi le memorie.

Sono circa un centinaio le fotografie che giungono in mostra dall'archivio Hilde Lotz-Bauer a Londra, dai due Istituti Max Planck per la Storia dell’arte – la Bibliotheca Hertziana di Roma e il Kunsthistorisches Institut a Firenze – e la collezione del fotografo Franz Schlechter a Heidelberg.


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Scritto da ludovicazen il 2024-02-13 in #news

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