Queer Unplugged: il Piacere di Essere Offline negli Scatti di Luca Arfini

Nell'era dei social media e delle notifiche costanti, il silenzio e la presenza reale sono diventati un lusso raro. Queer Unplugged nasce ad Amsterdam proprio da questo bisogno: creare spazi per la comunità LGBTQIA+ in cui rallentare, staccare dal digitale e riscoprire connessioni autentiche. Tra momenti di introspezione, condivisione e creatività, ogni incontro invita a vivere il presente senza filtri, schermi o distrazioni.

Le parole che seguono sono del fotografo e LomoAmigo Luca Arfini, che ci racconta la sua esperienza e ci guida attraverso questa serie fotografica nata dall’osservazione di momenti reali, offline, catturati con la sua Lomo'Instant Wide Glass.

Foto di Luca Arfini con la Lomo'Instant Wide Glass presso Queer Unplugged

In un mondo in cui trascorriamo quasi sette ore al giorno davanti allo schermo, il silenzio è diventato una rarità. Trascorro la maggior parte delle mie giornate lavorando da solo davanti al computer, sentendomi spesso connesso e al contempo distante. La mia routine ruota attorno alla comunicazione digitale: scrivere, editare, creare e pubblicare. Amo il mio lavoro, ma questo significa anche che raramente sono completamente offline, il che può risultare opprimente. Queer Unplugged mi ha offerto qualcosa di cui non mi rendevo conto di aver bisogno: il silenzio, il senso di comunità e una connessione autentica che esiste completamente al di fuori dello schermo.

Foto di Luca Arfini con la Lomo'Instant Wide Glass presso Queer Unplugged

Queer Unplugged è una serie di incontri in presenza, pensati per le persone LGBTQI+ per rallentare e riconnettersi con se stessi, con gli altri e con il mondo che ci circonda, lontano dal digitale. L'idea è quella di lasciare il telefono all'ingresso e riscoprire cosa significa connettersi senza essere distratti dalle notifiche costanti o dall'impulso di controllare i social media. Tutto questo avviene in uno spazio in cui tutti sono accolti e accettati per quello che sono, senza il timore di discriminazioni e commenti d’odio da parte di estranei nascosti dietro uno schermo.

Foto di Luca Arfini con la Lomo'Instant Wide Glass presso Queer Unplugged

Ogni evento ha il suo ritmo. Inizia in modo tranquillo, con un “momento di introspezione” in cui tutti sono invitati a godersi un po' di “tempo per sé”, leggendo, disegnando, scrivendo un diario, lavorando a maglia, meditando o semplicemente sedendosi in silenzio. È raro essere circondati da persone e, allo stesso tempo, liberi dalla pressione di parlare e interagire a ogni costo. A essere sincero, questa era la parte che temevo di più, poiché non sono abituato a stare così a lungo in silenzio senza un dispositivo, ma anche se all'inizio è stata una sfida, alla fine si è rivelata molto liberatoria.

Foto di Luca Arfini con la Lomo'Instant Wide Glass presso Queer Unplugged

Segue poi un momento sociale in cui tutti possono scambiare quattro chiacchiere e conoscersi. Si conversa, ride e persino crea arte insieme. Infine, la giornata si conclude con Queer Talents, in cui i membri della comunità condividono musica, poesia, spettacoli o mini-workshop. È una celebrazione dell'espressione e dell'appartenenza per artisti spesso meno rappresentati negli spazi mainstream.
Quando ho partecipato, ho portato con me la mia fotocamera Lomo'Instant Wide Glass, che mi è sembrata la compagna ideale per questo spazio, per esplorare ciò che accade quando persone queer condividono un momento bellissimo, lontano dal rumore digitale e in un ambiente sicuro. Poiché la fotografia istantanea è tangibile, si scatta una sola foto, si aspetta qualche minuto per il suo sviluppo e poi si guarda il risultato tra le proprie mani. Non c'è editing né scorrimento su uno schermo, non c'è ricerca della perfezione: solo la gioia di condividere un momento significativo. Mi sono concentrato sull'osservazione delle persone che hanno partecipato, sul perché hanno preso parte a questo evento e su come si sono sentite.

Foto di Luca Arfini con la Lomo'Instant Wide Glass presso Queer Unplugged

Come creativo che lavora da remoto, la maggior parte delle mie interazioni quotidiane con le persone avviene attraverso i pixel. Quest’evento mi è sembrato l'opposto: niente filtri, niente webcam, niente distrazioni sullo sfondo del laptop. Mi sono sentito davvero partecipe e la mia macchina fotografica è diventata un modo per ascoltare e conversare con le persone.

Questa serie cattura quei momenti, ritratti di persone che vivono e interagiscono offline. Si tratta di rallentare, trovare la quiete e riconnettersi con ciò che è reale. A volte la connessione più profonda avviene quando gli schermi si spengono e la vita si svolge silenziosamente, in tempo reale.

Foto di Luca Arfini con la Lomo'Instant Wide Glass presso Queer Unplugged
Foto di Luca Arfini con la Lomo'Instant Wide Glass presso Queer Unplugged
Foto di Luca Arfini con la Lomo'Instant Wide Glass presso Queer Unplugged
Foto di Luca Arfini con la Lomo'Instant Wide Glass presso Queer Unplugged
Foto di Luca Arfini con la Lomo'Instant Wide Glass presso Queer Unplugged
Foto di Luca Arfini con la Lomo'Instant Wide Glass presso Queer Unplugged

Grazie Luca per aver documentato questo bellissimo progetto! Segui Luca su Instagram.

Scritto da ludovicazen il 2025-11-18 in #gear #persone #fotografia-istantanea #lomo-instant-wide-glass #queer-unplugged #luca-arfini

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