LomoWomen: Ilaria Magliocchetti Lombi e la potenza dei suoi ritratti

Nella giornata internazionale della donna abbiamo inaugurato una serie di articoli dedicati al lavoro di fotografe di tutto il mondo.

Articoli nati dalla volontà di analizzare come l'essere donna influenzi la visione artistica, e di come le fotografe vivono in un mondo storicamente maschile, come quello della fotografia.

Il nostro viaggio continua con l'intervista a Ilaria Magliocchetti Lombi: una fotografa con una forza fuori dal comune. Una caratteristica che trasmette nella sua opera artistica, dai ritratti alle personalità politiche fino ai lavori più sperimentali realizzati con dei grandi artisti del panorama musicale italiano.

Credits: Ilaria Magliocchetti Lombi
Malalai Joya, Attivista afgana, 2017

Ciao Ilaria, benvenuta su Lomography! Puoi presentarti alla nostra community?

Ciao, sono una fotografa, mi concentro prevalentemente sul ritratto e sul mondo musicale.

Credits: Ilaria Magliocchetti Lombi
Zen Circus, La Tempesta Dischi, 2013

Quando hai iniziato ad appassionarti alla fotografia?

Da ragazzina, durante i viaggi con la mia famiglia, ho iniziato a scattare. Ho continuato poi da adolescente, come fosse una sorta di diario.

Verso i 20 anni la cosa si è fatta più concreta quando ho iniziato a fotografare amici che suonavano e i concerti delle band che mi piacevano. È tutto partito da lì.

Ho avuto chiaro che era quello che volevo fare quando mi è stata offerta un’opportunità di lavoro in un altro campo.

Ho capito che non avrei speso energie per qualcosa che non fosse la fotografia e che mi avrebbe portata lontana da questa prima di averci provato sul serio.

Non so dirti cosa sia una “buona foto”: siamo sovrastati da immagini corrette tecnicamente, ma una foto, per essere “buona”, deve avere molto di più. È soggettivo, quello che colpisce me può non dire nulla ad un’altra persona che ha un vissuto e dei riferimenti diversi dai miei.

Credits: Ilaria Magliocchetti Lombi
Libania Grenot, Sportweek 2017- Italy Women's National Football Team, Io Donna 2017- Nazionale Rugby, Isabella Locatelli, Io Donna, 2017

Hai avuto la possibilità di raccontare storie di grandi donne del panorama sportivo italiano e internazionale come la campionessa di nuoto Federica Pellegrini, la nazionale italiana di calcio femminile, la velocista Libania Grenot. Come ti approcci alle diverse personalità femminili?

Non ho un approccio diverso in base al sesso del soggetto, sarebbe assurdo per me il contrario. Sono forse però maggiormente coinvolta perché ho la possibilità di rappresentare delle donne in gamba.

Sento che queste occasioni sono un’opportunità per creare delle immagini che in certi casi, nel loro piccolo, possono scardinare degli stereotipi e ispirare altre donne.

Quando ho fotografato Federica Pellegrini ricordo che mi disse: “Per favore non fare come i tuoi colleghi che mi levano i muscoli, ci ho messo una vita a farmeli”.

Credits: Ilaria Magliocchetti Lombi
Federica Pellegrini - Sportweek 2017

Hai realizzato una bella storia sulla nazionale di calcio femminile, cosa ti hanno trasmesso? Rispetto al tuo lavoro come vedi il lavoro di squadra? Ti hanno sorpreso? Hai qualche aneddoto da raccontare?

Tenacia, passione, costanza.

Stanno facendo un lavoro enorme proprio sullo scardinare degli stereotipi. Ancora si trovano ad avere a che fare con tanta ignoranza e tanto maschilismo, ma vanno avanti con un amore enorme per il calcio, fanno i salti mortali per portare avanti questa passione.

Sembra assurdo pensarlo ma in Italia nel 2018 se una bambina vuole giocare a calcio a volte si cerca ancora di dissuaderla o indirizzarla altrove perché è considerato uno sport non adatto a una donna.

Le ragazze mi raccontavano che in aeroporto quando le vedono con la tuta della nazionale le persone si avvicinano e chiedono se stanno li per vendere o pubblicizzare qualcosa, non ci pensano neanche che possano essere delle calciatrici!

È stato bello poterle fotografare in tutta la loro forza e grazia.

Riguardo al lavoro di squadra è fondamentale per fare un salto di qualità, per quanto mi è possibile lavoro sempre con le stesse persone che sono importantissime. È cruciale anche avere punti di vista diversi e non chiudersi su se stessi e sulle proprie idee.

Credits: Ilaria Magliocchetti Lombi
Nazionale Calcio, Sara Gama, Io Donna 2017

Hai incontrato due personalità femminili forti della politica italiana: Laura Boldirini ed Emma Bonino. Com'è stato rapprasentarle nei tuoi scatti? Cosa ti hanno trasmesso? Credi che le donne in politica siano penalizzate rispetto agli uomini?

Certo che sono penalizzate, guarda Laura Boldrini: un uomo non ha mai ricevuto il tipo di attacchi e di violenze che sono toccati a lei, che ha anche la "colpa" ovviamente di essere una bella donna, giovane.

Sono orgogliosa di averle fotografarte, sono due donne per le quali provo un grande rispetto.
Credits: Ilaria Magliocchetti Lombi
Laura Boldrini, Io Donna 2017

Hai realizzato uno degli scatti che rappresentano il cuore della Bonino, una vita fatta di lotte per le donne. Ci racconti qualcosa su questo?

Mi fa piacere che si veda questo in quei ritratti. Non so, a volte i bei ritratti arrivano e basta, non c’è stata troppa ricerca, avevo poco tempo per quella sessione, come spesso succede.

I ritratti sono il frutto di un incontro tra due persone: c’è quello che il fotografo vede e desidera restituire del suo soggetto, ma c’è anche tanto di quello che il soggetto decide di donare e far vedere a chi lo sta ritraendo.

Quindi forse la differenza l’ha fatta lei, è un ritratto a cui tengo moltissimo.

Credits: Ilaria Magliocchetti Lombi
Emma Bonino, L'Espresso, 2016

In questi ultimi anni hai seguito i principali artisti della scena musicale italiana. Quanto è importante la musica nella tua creatività? Ci racconti con quale artista hai trovato subito un feeling?

È la parte più creativa e libera del mio lavoro, quella in cui posso osare e sperimentare di più, non potrei farne a meno, è il momento in cui mi esprimo veramente.

Sono fortunata perché seguo da fan la maggior parte degli artisti con cui lavoro, e con loro ho instaurato un rapporto di stima e di amicizia.

Mi affidano il compito di creare un immaginario legato ai loro progetti: una cosa enorme e una grande responsabilità. In questi lavori è secondo me imprescindibile avere quello che chiami “feeling”.

Alcuni degli artisti con i quali ho un legame molto forte e con i quali mi sento molto libera sono quelli con cui lavoro da più anni. Con loro ho costruito un percorso: Zen Circus, Le Luci della Centrale Elettrica, Afterhours, Bud Spencer Blues Explosion. Anche con Dente c’è un bellissimo rapporto, è un po’ che non scattiamo ma lui è molto creativo ed è sempre stato divertente fotografarlo.

Credits: Ilaria Magliocchetti Lombi
Afterhours, Dente, Coez

Per anni si è parlato del ruolo della donna di fronte alla fotocamera, trascurando però quello dietro l'obiettivo. Pensi che qualcosa stia cambiando in questo mondo stroricamente maschile?

Non so se nella fotografia stia cambiando qualcosa, ma in generale è un momento importante di consapevolezza e di presa di coscienza per le donne e posso solo augurarmi che, come in tanti altri campi lavorativi e artistici, ci siano sempre più fotografe donne che arricchiscano il mondo con il loro sguardo.

Credits: Ilaria Magliocchetti Lombi
Leo Pari

Durante la tua carriera da fotgrafa ci sono stati degli ostacoli che hai dovuto superare in quanto donna? Se sì, quali? Credi ci siano delle differenze nel tuo campo tra uomini e donne? Hai qualche esperienza da raccontarci a riguardo?

No, non c’è qualcosa di preciso che mi sia capitato e non credo che da uomo nella fotografia la strada sarebbe stata più facile o più lineare, ma questa è la mia esperienza personale.

Mi è capitato che dessero per scontato che non fossi io la fotografa in alcune situazioni, forse perché donna.

Una volta ad esempio stavo organizzando la produzione di un servizio e stavo affittando tutto il materiale e la persona con cui parlavo, anche se avevo più volte parlato in prima persona delle fotografie che volevo fare e di quello che mi serviva, alla fine mi disse: “Ma il fotografo ha il suo fondale o devi affittargli anche quello?”.

A volte forse ho la sensazione che si faccia più fatica ad affidare un certo tipo di lavoro a una giovane donna, come se un uomo desse necessariamente più affidabilità.

Forse si fatica di più per avere credibilità, ma non so se questo sia frutto di una mia suggestione.

Credits: Ilaria Magliocchetti Lombi
Paola Turci, Warner Music, 2015

Qual è stato il complimento che ti ha scosso l'anima nel profondo? E qual è quello che vorresti ricevere quando qualcuno guarda le tue opere?

Mi è stato detto che nei miei ritratti i soggetti sono umani, che c’è della vulnerabilità e dell’umanità in ognuno di loro.

È una cosa bella per me, cerco di prescindere sempre dal personaggio o dal ruolo di quella persona.

Non lo so cosa vorrei che mi fosse detto, non ci ho mai pensato.

Credits: Ilaria Magliocchetti Lombi
Le Luci della Centrale Elettrica, 2017

A quale donna ti ispiri in generale? E nella fotografia? C'è una fotografa che ha lasciato il segno nella tua vita?

Sono tante le donne che per motivi diversi e in fasi diverse della mia vita mi hanno ispirata e mi ispirano ancora. Per brevità ti dico direttamente le fotografe, che sono molte e, probabilmente, in alcuni casi sarò banale, ma non credo potrebbe essere altrimenti.

Sono: Diane Arbus, Annie Leibovitz, Francesca Woodman, Nan Goldin e Letizia Battaglia. Anche Tina Modotti, Mary Ellen Mark, Zanele Muholi.

Anche Paz Herràzuriz: ho scoperto il suo lavoro solo l’anno scorso, non la conoscevo prima, e la sua storia mi ha colpita moltissimo. È una fotografa cilena che ha iniziato a fotografare nel periodo della dittatura di Pinochet, il suo lavoro è incredibile.

Credits: Ilaria Magliocchetti Lombi
NOCS, Io Donna, 2017

Hai qualche consiglio da dare alle giovani fotografe?

Di prendere coscienza della loro forza come donne, e di quanta lotta c’è ancora da fare: non potrà che far bene anche alla loro fotografia.

Di osare e uscire dalla loro zona di comfort, questo lo consiglierei comunque a tutti, è solo quando ci si prende dei rischi che si fanno dei passi avanti.

Credits: Ilaria Magliocchetti Lombi
Krissy Cocktail, Coney's Freak, 2013

Grazie Ilaria per questa intervista, scopri di più sui suoi lavori nel sito web e nei suoi profili Facebook e Instagram.

Scopri le altre interviste della serie LomoWomen: Lauren Woods e Cristina Coral

Scritto da macilomo il 2018-03-23 in #cultura #persone #interviste #ilaria #lomowomen #magliocchetti #lombi

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