Fotografare a quattro mani

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Anthony ed Alessia si sono conosciuti durante un festival di fotografia a Pescara. Accomunati da questa passione hanno deciso di creare insieme un progetto a quattro mani. E il risultato è a dir poco bellissimo!

Come vi siete conosciuti?

Anth: Ho conosciuto Alessia nel 2016 a Pescara durante il festival di fotografia Instant 085 di cui sono organizzatore e direttore artistico. Lei era venuta da Rimini per partecipare ai workshop e alle attività che si sono svolte durante il festival. A quel tempo credo scattasse solo in digitale, ma covava già il suo amore per la fotografia istantanea ed analogica, tanto che ad un mercatino l'aiutai a comprare la sua prima reflex analogica, una Zenit.

Ale: Ho conosciuto Anthony durante la prima edizione di Instant 085 a Pescara. Ero partita da sola con uno zaino in spalla bello pesante, una Instax mini 90 in mano (regalo nuovo fiammante di alcuni amici) e tanta, tantissima voglia di immergermi in un mondo a cui sentivo (e speravo) di appartenere. Anthony mi ha aiutata ad aprire gli occhi, e come ha detto anche lui, a scegliere la mia prima reflex analogica. Sono quindi tornata a casa con ancora più voglia di immergermi nella fotografia istantanea ed uno zaino sempre più pesante!

Di cosa avete parlato la prima volta che vi siete incontrati?

Anth: Sinceramente non ricordo, abbiamo parlato di tante cose, quasi tutte riguardanti la fotografia e le fotocamere. Quando mi metto a parlare di macchine fotografiche divento logorroico, quindi credo di averla bombardata.

Ale: Esattamente! Abbiamo parlato di fotografia, soprattutto analogica. Mi sembrava e mi sembra tutt'ora un mondo magico!

La prima volta che vi siete incontrati cosa ha colpito l’uno dell’altra?

Anth: La cosa che mi ha colpito subito è stata la sua curiosità, la sua voglia di imparare; una sete di conoscenza non fine a se stessa, ma volta a trovare un'identità fotografica. Era venuta lì da sola, alla ricerca di un mezzo per esprimersi. Ale è molto più giovane di me e nei suoi occhi mi sono rivisto quando muovevo i primi passi nella fotografia, cercando di imparare la tecnica per dare vita alle mie visioni. La cosa mi ha folgorato!

Ale: La sua disponibilità e gentilezza. Ho posto infinite domande ed Anthony mi ha sempre riposto in maniera precisa ed esaustiva. Ho fin da subito notato la sua grandissima passione per il mondo analogico, perciò non ho potuto fare altro che prendere appunti!

In quale mostra vi siete incontrati dopo anni?

Anth: Ci siamo incontrati ad ISO 600 on the spot Roma, presso la galleria "Gallerati". Seguendola sui social gli ho visto fare una crescita incredibile. Vederla sui muri di una galleria, esposta tra i nomi più blasonati della fotografia istantanea europea, per me è stata una gioia immensa: la ragazza timida che avevo conosciuto al mio festival stava diventando un'artista. La cosa più bella fu scoprire che, nell'occasione, la sua foto era stata anche venduta.

Ale: Precisamente. Ci siamo rincontrati alla Polawalk organizzata durante Iso600 on the Spot a Roma, una delle tappe del Festival della Fotografia Istantanea organizzato da Alan Marcheselli e conclusosi poco fa a Riccione. In quell’occasione Anthony mi ha proposto questo progetto che mi è subito piaciuto moltissimo. Le doppie esposizioni sono sempre affascinanti e farle così al buio, fondendo due pensieri fotografici, poteva essere davvero interessante!

Quest’ultima è stata da stimolo per questo progetto a 4 mani?

Anth: Non direttamente, ma esserci re-incontrati ci ha permesso di parlare. La fotografia fa sempre bene, ed è sempre fonte di ispirazione. A me piace tanto collaborare con altri fotografi, lo trovo uno stimolo incredibile, un'occasione di confronto e crescita. Dopo la Polawalk, siamo andati a mangiare una pizza e lì le ho chiesto se le andava di assecondare questa mia voglia di interazione fotografica. L'idea era quella di provare a scattare due rullini per poi scambiarceli e riscattarli di nuovo, cercando di mantenere ognuno il proprio stile.

Ale: Concordo. In quell’occasione abbiamo avuto modo di confrontarci nuovamente e tra un discorso su cianotipie e rullini con “molta grana”, siamo arrivati a parlare di questo progetto.

Quando avete deciso di scattare, avete condiviso le foto che il primo aveva scattato oppure è stata fino all’ultimo una sorpresa?

Anth: È stato fatto tutto al buio, nessuno dei due ha visto gli scatti dell'altro fino allo sviluppo. C'è da dire che il progetto è iniziato ad ottobre 2017 e si è concluso con lo sviluppo a Luglio 2018.

Ale: Doveva essere assolutamente una sorpresa. Come dicevo abbiamo fatto tutto al buio. Non avevo idea di che cosa Anthony avesse scattato e lui non sapeva nulla dei miei ritratti.

Chi sono i soggetti nelle foto?

Anth: La mia serie di foto è divisa in due set distinti: uno di coppia in cui hanno posato le mie amiche Silvia e Ilaria e uno individuale a cui ha posato la mia musa Nicole. Sono ragazze "normali", nel senso che non sono modelle professioniste, ma riescono comunque ad interagire in modo convincente con l'obiettivo e la scena. A me piace molto scattare con quelle che definisco non-modelle, perchè sono persone vere nell'accezione pasoliniana del termine. Questo conferisce indubbiamente un valore aggiunto alle fotografie, così come facevano gli attori improvvisati di Pasolini nei suoi film.

Ale: Anche io scatto principalmente con mie amiche, che molto gentilmente si prestano per alcune delle mie pazzie. In questi ritratti ci sono Beatrice e Valentina. Inoltre ho scattato tre delle foto con una delle modelle più brave che io conosca: Martina Sacchetti.

Chi ha scattato cosa?

Anth: Io ho scattato queste:

Ale: Ed io ho scattato queste:

È stata la prima volta per entrambi di condividere uno stesso rullino per scattare una serie di foto?

Anth: Si.

Ale: Assolutamente si.

Cosa ne pensate del risultato?

Anth: Strabiliante, oltre qualsiasi immaginazione, potenzialmente sapevo che avremmo fatto un buon lavoro, ma non avrei mai creduto che le nostre visioni si amalgamassero così bene, tanto da sembrare un lavoro pensato e progettato a tavolino.

Ale: Me ne sono innamorata al primo sguardo. Ero davvero felice del risultato raggiunto, che ha superato ogni mia aspettativa. Le texture di luci di Anthony si fondono perfettamente con i miei ritratti, mentre le mie creano un contrasto dolce/salato con i ritratti scattati da Anthony.

Luci, fiori e apparenze. Perché questo titolo?

Anth: Lo faccio spiegare ad Ale, che è più brava di me nelle sinossi!

Ale: Il titolo è sia descrittivo, che evocativo. Luci e Fiori indicano le texture delle doppie esposizioni, ed anche in generale lo stile che ci contraddistingue. Apparenze perché molti scatti sono misteriosi, le figure appaiono e scompaiono, si nascondono o si rivelano.

Da dove provengono le luci?

Anth: Da un luna park notturno.

E i fiori?

Ale: I fiori provengono da tanti, innumerevoli giardini, che incontro durante le mie passeggiate. A volte li ho sfocati intenzionalmente per poter creare delle macchie di colore naturali.

La parola “apparenza” è una parola che mi attira molto. Ha un suo significato ben preciso e osservando gli scatti, mi sembra di leggere una critica verso il nostro mondo moderno, costruito dalle contraddizioni che portano l’individuo a dover assumere un ruolo. È una critica verso chi sceglie di apparire piuttosto che essere?

Anth: Per me la fotografia è fuga dalla realtà, un modo di trascenderla e plasmarla. Non sono un reportagista né un paesaggista, sono solo un sognatore che cerca di dare forma alle sue visioni, di renderle tangibili, concrete. La fotografia è la mia piccola Wonderland e, come tale, è al di fuori dalle convenzioni sociali e dalle regole. Per questa sua natura onirica, essa sottintende sempre una critica alla società e alla necessità imposta di apparire prima di essere, necessità che il diffondersi dei social media ha reso oggi urgenza esistenziale. Io desidero l'opposto. Chi entra nella mia Wonderland deve togliere la sua maschera ed essere quello che è, deve essere reale, perché solo così il mio occhio può trasfigurarla e fonderla nella scena. Fondamentalmente è un atto di fiducia.

Ale: Sotto questo punto i nostri due pensieri coincidono. Cerco sempre di ritrarre le mie modelle in ruoli o pose in cui si possano esprimere e sentirsi perfettamente a proprio agio. Nonostante alcuni miei scatti siano onirici e fantasy, cerco sempre di scegliere una modella che dentro di sé si possa sentire perfettamente a suo agio anche con due ali da fata!

Siete entrambi dei bravi fotografi. Il lavoro condiviso non sembra aver tolto niente all’unicità del vostro stile ma lo ha invece arricchito con i tratti artistici dell’altro. Pensate anche voi lo stesso?

Anth: Quando parlammo del progetto, si decise a priori di mantanere la proria identità cercando di essere poco invasivi nel lavoro dell'altro, limitandoci più che altro ad aggiungere delle texture. Credo che il risultato sia assolutamente in linea. I lavori sono riconoscibili e l'apporto dell'altro ha indubbiamente arricchito il lavoro dell'uno.

Ale: Concordo. Lo stile di entrambi è perfettamente riconoscibile in ogni scatto. Siamo rimasti fedeli a noi stessi!

Quando avete sviluppato i rullini, eravate insieme?

Anth: No. Abbiamo affidato lo sviluppo dei rullini a Franco Glieca, un fotografo che fa sviluppo a mano nel suo studio a Chieti.

Quali sensazioni avete provato quando li avete visti?

Anth: Eccitazione euforica, adrenalina a fiumi e un gran sospiro di sollievo.

Ale: WOOOOOOWWW! Questa è stata la prima esclamazione che è durata per una giornata intera. Probabilmente i miei ritratti non sarebbero stati così magici senza l’apporto delle texture di Anthony. Davvero felicissima del risultato.

Qual è lo scatto che vi è piaciuto di più?

Anth: A me questo di Ale:

Ale: E a me questo:

Avete pensato di realizzare un altro progetto su questo stile?

Anth: No, stiamo ancora metabolizzando questo!

Ale: Esatto. Ma chissà, potrebbe essere lo spunto per altri fotografi per mettersi in gioco!


Ringraziamo questi due bravissimi fotografi per questa intervista.
E voi avete creato qualche progetto a quattro mani con qualche amico? Fatecelo sapere qua sotto!

Scritto da chiaracarlucci il 2018-09-11 in

13 Commenti

  1. francomammana
    francomammana ·

    complimenti per il bel risultato della vostra collaborazione

  2. anthonystone
    anthonystone ·

    @francomammana grazie mille!!!

  3. sirio174
    sirio174 ·

    @macilomo @chiaracarlucci Bellissima intervista e ottima idea! Potrebbe essere interessante realizzare un progetto a quattro mani che non sia basato sulle doppie esposizioni. Per esempio scegliendo un tema, uno scatta in bianco e nero nella sua città e l'altro a colori nella sua località. Poi si mettono fianco a fianco le foto in una serie di dittici.

  4. macilomo
    macilomo ·

    Bellissimo!! Complimenti Anthony & Alessia!!!

  5. macilomo
    macilomo ·

    @sirio174 @chiaracarlucci Wow, si! E' una grande idea ;) Perché no!

  6. chiaracarlucci
    chiaracarlucci ·

    Si sarebbe molto bello @sirio174 e @macilomo!! Tu @sirio174 hai in mente qualcuno della community con cui sviluppare qualche cosa? :)

  7. sirio174
    sirio174 ·

    @macilomo @sirio174 Pensiamo prima ad una serie di soggetti (esempio: parchi giochi, piscine, monumenti, attività artigianali, feste popolari, manifestazioni pubbliche tipo street parade, cibo) e poi vedrai che non sarà un problema trovare e formare le "coppie" di lomografi!

  8. sirio174
    sirio174 ·

    @chiaracarlucci vedi sopra

  9. chiaracarlucci
    chiaracarlucci ·

    @sirio174 si potrebbe essere un bel progetto da vedere di organizzare... ora magari mettiamo giù qualche idea e vediamo cosa tirare fuori dal calderone :)

  10. sirio174
    sirio174 ·

    @chiaracarlucci @macilomo
    Alcune mie idee

    1) Street photogrpahy: "Love is..." l'amore visto da punti di vista diversi: un ragazzo (lomografo 1) ed una ragazza (lomografo 2), uno in bn, l'altro a colori. Interessante confronto tra punto di vista maschile e femminile.

    2) "Decadence": ritratti di ex fabbriche, di capannoni dismessi, di zone periferiche abbandonate

    3) "Bad weather": esperimenti di foto con il maltempo

    Un consiglio per i dittici: tenere la stessa inquadratura (entrambi verticali o orizzontali, oppure stesso formato quadrato, sprocket, ecc)

  11. chiaracarlucci
    chiaracarlucci ·

    Mitico @sirio174!!!!! Ti teniamo aggiornato sui prossimi passi allora!!

  12. macilomo
    macilomo ·

    @sirio174 bellissimo!!

  13. lunasimoncini
    lunasimoncini ·

    Ottimi risultati!! Complimenti ad entrambi *_*

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