Un viaggio ai confini della realtà con Margherita Vicario

Metti insieme un viaggio negli Emirati Arabi, una Lomo'Instant Automat Dahab Edition e una cantante talentuosa e carismatica come Margherita Vicario e ne esce fuori una cosa bellissima!

Ciao Margherita, è davvero bello averti qui noi! Ti andrebbe di raccontarci come hai inziato il tuo percorso musicale?

Ciao! Allora, fin da piccola sono stata abituata ad essere una spettatrice, sono andata tantissimo a teatro soprattutto durante l’adolescenza e lì si è formato il mio gusto, il mio spirito critico. Poi sono entrata in Accademia a studiare recitazione e lì ho iniziato a suonare e a raccontare storie in musica.

Il tuo stile musicale è definito come “baroque pop”, cosa si intende?

Mi piacciono molto gli arrangiamenti orchestrali, gli strumenti classici, ma devo ammettere che per me è difficile definire un genere musicale a cui appartengo perché mi piace fare un po’ come mi pare. E anche i prossimi progetti saranno un’evidente evoluzione di quelli vecchi. Secondo me deve essere l’artista a dare univocità al progetto, non la musica che sceglie di fare.

Hai appena concluso un tour bellissimo, nei paesi arabi, accompagnata da Luca Carocci, Nicolò Carnesi e Bruno Cirrone. Abu Dhabi è il centro politico, industriale e culturale nonché la capitale ed il vero cuore della ricchezza petrolifera di tutti gli Emirati Arabi. Com’è stato poter vivere questa metropoli?

E’ stato interessantissimo. Ho avuto la fortuna di visitare anche Dubai e per quanto mi riguarda, non c’è paragone: Dubai è un carnaio alla rincorsa del primato, un dedalo di sopraelevate, tangenziali, cantieri, mall, negozi, alberghi, una trentenne ambiziosa con la techno nelle orecchie. Abu Dhabi è più una signora comodona, che si gode la vita e pensa a come guadagnare di più oculatamente, è più distesa, più morigerata.

Con i tuoi scatti ci hai fatto sognare, avevi avuto già modo di avvicinarti alla fotografia?

Grazie! No in realtà non mi sono mai avvicinata molto alla fotografia, però istintivamente so più o meno come fare le inquadrature, cioè sono un po’ più portata verso la composizione che verso l’uso della luce ecco…

Alcune foto sembrano esattamente studiate per la qualità della luce scelta e la definizione dell’immagine, è così?

Devo ammettere che con una Lomo, come scatti scatti, vengono delle foto fichissime, sicuramente ho avuto un po’ di fortuna, ma devo dire che quei luoghi così polverosi, caldi, illuminati, sfocati all’orizzonte si addicevano perfettamente allo stile analogico delle lomo.

Il kwait dicono che sia famoso per la sua calorosa ospitalità e ricca di luoghi bellissimi. Cosa ti ha colpito di più? Com’è stato suonare nella Dhow?

Che occasione che ho avuto! Ho suonato in Kuwait, ma quando mi ricapita! La cosa più bella in asssoluto è stata suonare in un centro commerciale di Kuwait City, lì non ci sono turisti, ma solo persone del luogo che si sono rivelate molto più partecipi e coinvolte degli emiratini, che invece sono un po’ più riservati e busy (come dicono loro). Poi abbiamo visitato il Suk e sembrava di stare in Vucciria a Palermo, così almeno mi hanno detto i miei amici e colleghi siciliani. Infine il concerto ufficiale vero e prorpio è stato nella Dhow, un’enorme barca araba antica, con i lampadari di cristallo e le pareti di legno intagliato e decorato. E’ stato un concerto molto elegante, con un pubblico internazionale.

La Lomo’instant Automat Dehab credi abbia stupito le tue aspettive?

Assolutamente sì, è stata una rivelazione e soprattutto mi è piaciuto molto il modo in cui mi ha accompagnato nell’ingresso del viaggio e alla fine del viaggio. Ho fatto delle foto prima di partire per prenderci confidenza, delle foto al mio nipotino appena nato, oppure alla mia casa che stavo preparando al trasloco, e poi quando sono tornata ne ho fatte ancora alcune, tipo un ritratto del mio fidanzato agghindato di souvenir. Insomma il bello di questa macchina fotografica è che rende importanti delle cose che non lo sembrano, ma lo sono tantissimo e il fatto di dare corpo a un ricordo, anche piccolo, è la cosa che la rende speciale.

Hai fatto un tour bellissimo, ricco di nuovi incontri, specialità culinarie e magiche atmosfere da mille e una notte. Qual è stato il momento più bello del viaggio?

Forse la gita nel deserto sul quad. Non me lo scorderò mail. All’imbrunire nel deserto, sul quad insieme a quattro amici e un capo spedizione emiratino che correva come un matto e noi eccitatissimi a sgasare dietro di lui. La mezz’ora più adrenalinica del viaggio!

Sei molto legata al tema del ricordo. Il tuo singolo “Castagne” è un omaggio ai ricordi che sopravvivono nella memoria, e che hanno forma grazie ad un video. Credi che la fotografia possa rendere eterni degli istanti?

Sì come dicevo, soprattutto la Lomo Instant riesce a dare corpo a momenti che sembrano magari meno importanti, ma poi lo diventano proprio grazie a una foto che dura per sempre e attraverserà le generazioni! In questo mondo digitale cosa ci è rimasto di resistente al tempo? Niente! Giusto le lomo, che rimarrano in qualche scatola, proprio lì per loro, per i posteri. Poi la cosa bella delle Lomo è che le regali. Cioè è impossibile tenersele tutte. Il bello di un ricordo è anche quello di regalarlo.

Quale fotografia istantanea vorrei conservare per l’eternità? Perché?

Una foto col mio amico Luca Carocci. Perché è un legame importante il nostro e sono contenta che mi abbia accompagnato in questo viaggio.

" Il viaggio è finito, stiamo andando in aereoporto per tornare a Roma e mi accorgo che non ho ancora una foto insieme a Luca Carocci che ha suonato insieme a me in tutti questi giorni . " Diaro di viaggio di Margherita Vicario

Quando siete rietrati ad Abu Dhabi, verso la fine del tour, avete avuto l’oportunità di fare un’escursione nel deserto. Hai dichiarato che “Steven Spielberg forse sarebbe fiero di questa ultima mia foto.” Anche noi. E’ una foto pazzesca! Ti va di raccontarci questo momento?

Devo dire che nel deserto la lomo ha dato il meglio di sé. Non è stato facilissimo gestire la luce, ma in uno spazio così la composizione è pazzesca e facilitata, nel senso che ovunque ti giri hai un paesaggio incredibile e proprio lì sulle dune, almeno tre volte ho preso la lomo, me la sono portata davanti all’occhio, ho guardato dentro e ho scattato! Senza pensare a niente. Ero lì i miei amici si stavano arrampicando sulle dune. Li ho visti e ho pensato, ora li prendo! Avevo la lomo in mano e ho scattato. Non ci ho pensato, ho solo esattamente fermato un ricordo, cioè una cosa che stavo vivendo e che era esteticamente appagante.

C’è un episodio in particolare che vorresti condividere con la community di Lomography?

Dopo il concerto in Kuwait una ragazza con la Niqab (il velo che ti lascia scoperti solo gli occhi) è venuta da me tutta sorridente (con gli occhi sorridenti) a chiedermi se per caso avessi Twitter o un canale youtube tutto mio in modo che lei potesse seguirmi. E’ stato un bello scambio!

Dove ti porterà il futuro?

Nei salotti degli italiani, tra pochissimo su Rai Uno con una serie crime molto bella. E sui palchi. A cantare, suonare, ballare. A dire la mia.

Grazie Margherita! E' stato bellissimo ripercorrere questo viaggio insieme :) Potete seguirla su suoi profili social su Instagram & Facebook

Scritto da macilomo il 2018-12-12 in #gear #cultura #news #persone #luoghi

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