"Tell Me Something" - Vibrazioni analogiche nel nuovo video di Perdurabo

Sempre più musicisti trovano la bellezza nell'estetica cruda, grintosa e, allo stesso tempo fugace, dell'immagine in movimento su pellicola da 35 mm. La scelta di filmare in analogico continua ad offrire a menti creative come quelle di Davide Arneodo uno stimolo più intenso ed estroso, così è nata la collaborazione tra Perdurabo e Shramm in una suggestiva storia visiva di cieli vasti, mari estesi, montagne invalicabili e viaggi.

Ciao Davide, grazie per essere di nuovo qui con noi questa volta con un progetto ancora più stimolante! Hai girato il nuovo video di Komponent, progetto musicale di Perdurabo, completamente in analogico. Da cosa ti sei fatto affascinare? Perché questa scelta, invece di usare un mezzo sicuro come il digitale?

Ciao Marcella, è un piacere ritrovarvi - Komponent è il progetto a cui ho lavorato negli ultimi anni come Perdurabo, che in assoluto mi ha emozionato di più, ha cambiato la mia percezione della musica e del modo di approcciarmi alla produzione. È un progetto collaborativo che ho portato avanti a Berlino per tre anni assieme a Shramm ovvero Jörg Wähner, batterista di Apparat e Roman Rappak, frontman dei Breton.

Dopo questi anni passati a seguire la produzione al Funkhaus, ex sede della “Rundfunk der DDR”, la radio pubblica della Repubblica Democratica tedesca - posto incredibile e pieno di energia - volevo che l’approccio al video fosse simile a quello che abbiamo usato per la parte musicale.

Tutti i pezzi sono stati registrati e prodotti buona parte in analogico, in questo studio che all’istante ti catapulta in un’altra epoca, quindi volevo che il video avesse lo stesso tipo di approccio, di energia, ma soprattutto che fossi io a “sporcarmi le mani” nel farlo, non delegando a qualcun altro il lavoro, volevo essere per la prima volta io stesso a creare qualcosa di visuale, esattamente come tre anni prima avevo iniziato questo progetto assieme a Jörg, seguendo semplicemente una visione.

Se ascolti i pezzi puoi percepirlo che tutto è stato prodotto con strumentazione analogica, c’è un calore acustico ma anche elettronico che ti avvolge, quindi volevo che il video generasse quel tipo di sensazione, lo stesso tipo di imperfezione che pervade tutto l’EP. Quando ho scoperto LomoKino, mi è piaciuta la sua complicata semplicità, la sua fragilità, l’idea che da questa pellicola 35mm non sapessi precisamente cosa potesse uscirne e pur avendo bene in mente l’atmosfera che volevo realizzare tutto avrebbe avuto una forte percentuale di incognita, rendendo l’esperienza ancora più eccitante. Poi la parola LomoKino, composto dai termini Lomo, di derivazione russa e Kino, che significa cinema in tedesco - mi è sembrato coincidesse perfettamente con l’atmosfera filosovietica berlinese del Funkhaus e con la grafica del booklet creata da Mad Johny (Aga Slusarczyk).

Qual è stato l'approccio con il LomoKino? Dove avete girato?

Abbiamo girato al Lac du Mont-Cenis in Francia, un luogo dalla storia millenaria ed energia incredibile. Il pezzo che avevamo scelto è "Tell Me Something", quindi volevamo ricreare un’atmosfera lunare, rarefatta che si sposasse con questa canzone malinconica e sospesa.
La giornata ha aiutato molto perché eravamo letteralmente immersi tra le nuvole, ma la natura ci ha sorpreso, perché per quanto immaginassimo avesse potuto fare freddo ed eravamo preparati, il gelo e il vento erano davvero devastanti. Tutto questo non ha aiutato la parte tecnica, perché oltre ad essere la mia prima esperienza con il LomoKino, la situazione climatica ha reso davvero difficile cambiare le pellicole e controllare che tutto fosse pronto per girare di nuovo al termine di ogni rullino - non ti nego che a fine giornata io e Ana (Ana Bravo, protagonista del video e prezioso supporto tecnico) ci siamo guardati e ci siamo chiesti se avessimo effettivamente girato qualcosa di utilizzabile in mezzo a tutto quel delirio, se avessimo portato a casa un qualche tipo di risultato.

Quante pellicole hai utilizzato per la realizzazione del video?

Grazie ai vostri consigli e ad alcuni accorgimenti raccolti in rete (grazie Satomi Sugiyama!), sapevo che con un rullino 35mm da 36exp avrei potuto girare tra i 7 e i 15 secondi, in base alla velocità a cui avrei girato la manovella, ma un conto è la teoria e un conto e la realtà. Quando hai un vento che può raggiungere i 100 km/h e il gelo che ti blocca le mani tutto diventa più complesso, quindi ci siamo ritrovati con la rotella per riavvolgere il rullino bloccata, la lente appannata e altri problemi tecnici di questo genere, a cui siamo sempre riusciti a sopperire dopo non pochi momenti di disperazione! In tutto abbiamo girato tra le 19 e 21 pellicole e per rendere invece l’effetto lunare ho usato delle pellicole
Lomography Color Negative 400 con un’apertura costante a f11, così quella luce bianca rifratta dalle nuvole ha creato una sensazione sospesa, con colori pastello desaturati e una grana più evidente.

A noi il video ha emozionato, avvertiamo delle forti vibrazioni. La grana e i contrasti di luce donano un effetto vintage senza paragoni. Raccontaci cosa vorresti far arrivare al tuo pubblico, con quali emozioni vorresti travolgerlo e credi che questa bellezza possa arrivare anche alle nuove generazioni?

Credo di sì, c’è una riscoperta dell’analogico, basta guardare quanti ragazzi aggiungono filtri vintage alle loro foto fatte con il telefonino su Instagram, per cercare di sporcare, di rendere vivi i loro scatti digitali.

Dell’analogico quello che mi affascina è che spesso dai limiti tecnici nascono soluzioni creative, c’è un aspetto manuale per cui il cervello è costretto a lavorare in modo differente e quindi la creatività ne guadagna di conseguenza. Non sempre facilitare il compito aiuta da un punto di vista creativo, anzi spesso lo uniforma, lo appiattisce - è la ricerca della soluzione a un problema che distingue un essere umano da un altro, una creazione da un’altra.

E’ un video molto semplice e romantico paragonato alla complessità della grafica digitale e che mi affascina a sua volta, ma con questo lavoro volevo semplicemente disegnare un mondo, un universo visuale silenzioso che si sposasse con quello musicale e credo di esserci riuscito. Del resto noi esseri umani avvertiamo il suono e la luce mediante la percezione di onde di pressione ed elettromagnetiche, fenomeni fisici energetici ed è proprio questo che mi auguro arrivi al pubblico, alle nuove generazioni: vibrazioni analogiche.

Grazie Davide per aver condiviso con noi questa esperienza con il Lomokino!


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Scritto da macilomo il 2019-02-22 in #news #persone #videos

Maggiori informazioni

Lomography Color Negative 400 (35mm)

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Amarai i colori vibranti e la fantastica definizione del rullino Lomography Color Negative 400 35mm.

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