Foto inedite di Giorgio Ciccarelli Scattate in Occasione dell'Uscita del suo Nuovo Singolo "Conto i tuoi passi"

In questa intervista trovi tutte le foto scattate da Simone Pezzolati al cantante Giorgio Ciccarelli con le nostre pellicole LomoChrome Metropolis e Postdam Kino B&N.

© Simone Pezzolati - LomoChrome Metropolis 100-400 ISO

Ciao Giorgio, benvenuto! È appena uscito il tuo nuovo singolo "Conto i tuoi passi". Decisamente diverso dai tuoi lavori passati...come mai questo cambiamento nel tuo stile musicale?

Abbiamo vissuto tutti un periodo buio causato da questo disastro che è stata la pandemia, ogni questione si è azzerata e il pensare in maniera diversa, il tentare di rimettersi in gioco, reinventandosi, è stato per me un bisogno ineludibile. Sono partito da questa premessa per affrontare il nuovo disco e per cercare di soddisfare questo bisogno, ho percorso sentieri da me solitamente poco battuti. Su questi sentieri ho incontrato il produttore artistico Stefano Keen Maggiore (Immanuel Casto, Romina Falconi, The Andrè, Bebo de LoStatoSociale) al quale ho affidato 7 canzoni su 8 (l’ottava è stata affidata a Luca Grossi/Flatscenario) che mi ha accompagnato e mi ha aiutato a non perdermi negli abissi dell’elettronica.

Quanto in questo ultimo anno quasi inverosimile la musica ti ha aiutato?  

Mi ha aiutato moltissimo. Il potermi concentrare sul disco mi ha portato lontano dai pensieri cupi e disastrosi che quest’anno ci ha regalato, anche se, inevitabilmente questa cupezza si è riversata sul lavoro stesso, d'altronde era difficile pensare che ciò non accadesse, in fondo la musica che si produce, spesso, è lo specchio di come si sta e di quello che si vive in quel momento.

© Simone Pezzolati - LomoChrome Metropolis 100-400 ISO

C'è qualche disco-artista che ha influenzato questo tuo nuovo sound?

Devo dire che certi suoni mi hanno sempre affascinato, forse perché lontani dal mio “mondo” prevalentemente chitarristico e forse anche perché non avevo idea di come riprodurli, tanto è immenso il mondo dell’elettronica. Devo dire che una forte scossa in quella direzione, me l’ha data l’ascolto di due dischi di un’artista che stimo molto e che ha un passato di ascolti e di produzione musicale simile al mio (con le dovute proporzioni ovviamente…), Mark Lanegan e i due dischi in questione sono Somebody's Knocking del 2019 e Straight Songs of Sorrow del 2020. Lanegan è riuscito a mantenere intatta la sua cifra compositiva vestendo i suoi brani in maniera totalmente diversa rispetto al passato ed è una cosa che mi auguro di essere riuscito a fare anche io.

Nella musica, come nella fotografia, c'è un ritorno all'analogico: negli ultimi anni molti dj hanno ripreso a suonare con vinili e fotografi hanno ripreso a scattare su pellicola. Tu che rapporto hai con l'analogico in generale e nello specifico con la fotografia su pellicola?

Be' io sono un fan dell’analogico, in tutte le sue declinazioni, forse perché l’ho vissuto in prima persona e sono consapevole delle differenze con il digitale. La prima enorme differenza è di testa, mi spiego meglio, fotografare in analogico obbliga necessariamente a pensare e quindi a visualizzare nella propria mente l’immagine scattata, dunque devi impiegare l’istinto, l’intelletto e una certa sensibilità. Ti devi affidare alla tua esperienza sensoriale e percettiva, spesso anche alla fortuna. Il digitale invece ti fa schiacciare il pulsante in modo veloce, vorace e ci fa rimandare ogni pensiero, giudizio e decisione a più tardi. In buona sostanza la via della pellicola è più lenta e faticosa ma è sicuramente più emozionante, quella del digitale è immediata, rassicurante, lineare, ma forse più noiosa.

Ci regali un messaggio positivo per tutti coloro che lavorano nell'ambito artistico e che in questo ultimo anno si sono trovati in grande difficoltà?

Purtroppo non riesco a dare messaggi positivi in questo momento. Dopo aver passato un anno completamente fermi, l’unica cosa che spero è che – quando si potrà tornare a un minimo di normalità - la politica prenda coscienza del fatto che esiste un sottobosco di lavoratori – nella musica e nello spettacolo in generale – che nessuno ha finora davvero considerato, né ieri, prima della pandemia, né oggi.

© Simone Pezzolati - Postdam Kino B&N 100 ISO

Chitarrista, cantante, autore e compositore, Giorgio Ciccarelli ha suonato con numerose e importanti band italiane (tra cui Afterhours, Colour Moves e Sux!) con le quali ha pubblicato 12 dischi. Ha maturato una certa esperienza live, avendo suonato in Europa, Stati Uniti, Canada, Cina e praticamente ovunque in Italia: dal teatro Ariston di Sanremo al Leoncavallo di Milano, dal concertone del Primo Maggio a Roma al teatro Petruzzelli di Bari, passando per buona parte dei locali rock e non della penisola. Ha inoltre suonato con e per artisti del calibro di Greg Dulli, Mark Lanegan, Patti Smith e Mina.

Dal 2015 Giorgio ha intrapreso una carriera solista che lo ha portato alla pubblicazione di due album, “Le cose cambiano” (2015, XXXV/Comicon-Ala Bianca) e “Bandiere” (2018, FMA/Audioglobe), a supporto dei quali ha fatto, fino ad oggi, circa 150 concerti in tutta Italia. Nel novembre 2019 è uscito con un nuovo singolo “Dentro Keen remix” che avrebbe dovuto essere il preludio al nuovo disco, bloccato inesorabilmente dal Covid.

Un nuovo Giorgio Ciccarelli, un nuovo mondo, presto svelato.

Finalmente, dopo questo anno di oblio e buio pandemico, Giorgio è pronto a tornare in pista con il suo terzo disco, per il quale si è avvalso ancora della collaborazione ai testi di Tito Faraci (uno dei più noti sceneggiatori italiani di fumetti - Topolino, PK, Dylan Dog, Tex, Dabolik, Spider-Man, nonché scrittore di romanzi - il suo ultimo Spigole è uscito per Feltrinelli nel 2020) e per la produzione artistica e mixaggio a Stefano Keen Maggiore.


Ascolta il suo nuovo singolo su Spotify e seguilo sul suo profilo Instagram.

Scritto da melissaperitore il 2021-05-12 in #gear #cultura #persone #giorgio-ciccarelli

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