Qual è la Tua Impugnatura? (Parte 4: Fotocamere Medio Formato)

2017-12-27 1

Quest'articolo chiude la serie dedicata all'ergonomia delle fotocamere a pellicola. Dalle piccole macchine tascabili sino alle reflex siamo arrivati ora alle più ingombranti macchine medio formato. Sono orgoglioso di possedere diversi modelli Lomo di fotocamere formato 120, dalle toy camera (Diana ed Holga) sino alla splendida LC-A 120. Tenere in mano una macchina di medie dimensioni e comporre con essa è un processo molto differente rispetto all'utilizzo di una fotocamera 35mm. Lasciando fuori da questa serie di articolo i modelli "giocattolo" in plastica, inizio ad esaminare la maneggevolezza, le tecniche di inquadratura e di composizione, di messa a fuoco e di preselezione delle classiche, intramontabili biottiche Lubitel.

Posseggo tre esemplari di questa fantastica serie di fotocamere biottiche: la Lubitel 2, la 166 Universal (o 166U) e la nuova 166+; le potete vedere tutte nella prima serie di foto:

Credits: _pennylane, jennay_jean & cruesi

Di costruzione minimale (sono persino sprovviste di esposimetro), sono estremamente affidabili (tutto quello che non c'è non si rompe) dato che funzionano in modo completamente meccanico. I tre modelli sono piuttosto simili, anche se la Lubitel 166+ presenta degli importanti miglioramenti, e per questo motivo resta la mia preferita, in termini di maneggevolezza, rispetto alle altre due. La 166+ permette infatti di mettere a fuoco con uno stigo ad immagine spezzata, che facilita di molto la regolazione della distanza anche in condizioni di luce scarsa; inoltre le scale dei tempi e dei diaframmi presentano dei caratteri più grandi e pertanto sono più facilmente leggibili rispetto ai modelli precedenti.

Su tutti questi modelli l'otturatore viene armato in modo indipendente dall'avanzamento della pellicola: per evitare doppie esposizioni accidentali vi consiglio di avanzare la pellicola subito dopo aver scattato. Il numero di fotogramma appare su una finestrella rossa posta sulla parte posteriore della macchina ove trovate la possibilità di selezionare la finestrella adatta al formato scelto, grazie all'intercambiabilità di una mascherina interna (ad eccezione della Lubitel 2 che utilizza esclusivamente il formato 6x6).

Inutile aggiungere che l'assenza di un pentaprisma comporta che l'immagine visualizzata sia invertita in orizzontale, occorre pertanto abituarsi al fatto che un oggetto visualizzato sulla destra del vetro smerigliato si trovi in realtà sul lato sinistro. Una limitazione che compromette un po' la rapidità di composizione "al volo", almeno per chi è alle prime armi con questo tipo di fotocamera; anche se occorre notare come moltissimi fotoreporter degli anni '30 e '40 la utilizzavano senza alcuna difficoltà, si tratta solo di adattarsi a questa insolita modalità di visualizzazione.

Occorre tuttavia notare come la selezione di tempo e diaframma, che avviene mediante due levette poste vicino alla lente inferiore, non è così immediata come nella maggior parte delle fotocamere di piccolo formato; vi consiglio pertanto di effettuare una "preselezione" dei valori in base alle condizioni di luce per poi agire solo con piccole regolazioni pochi istanti prima dello scatto (ad esempio, in una giornata estiva, con pellicola da 100 ISO, vi consiglio di impostare un tempo di 1/125s ed una apertura F11, regolandola eventualmente al volo se il soggetto è in ombra o in pieno sole con piccoli movimenti della leva del diaframma; allo stesso modo in una giornata nuvolosa preimpostate il diaframma a tutta apertura con lo stesso tempo di scatto - e ricordatevi che una sovraesposizione, anche di uno o due stop, è sempre meglio di una sottoesposizione).

Infine: essendo dotate di otturatore centrale, queste fotocamere sono caratterizzate da una estrema silenziosità, e sono pertanto adatte anche per catturare qualche candid in strada, a volte anche senza farsi troppo notare, dato che l'uso implica l'abbassare lo sguardo verso il mirino a pozzetto e dato che la posizione della leva di scatto è vicinissima a quelle della regolazione dei tempi di scatto e dell'apertura del diaframma.

Qui sotto una serie di foto scattate con la mia Lubitel 2:

Credits: sirio174

Una mia serie scattata col il modello 166 Universal:

Credits: sirio174

Ed infine una mia serie scattata con la nuova 166+:

Credits: sirio174

La Lomo LC-A 120 è una fotocamera medio formato concepita in modo completamente differente dalle precedenti, più adatta per scattare foto al volo e per scattare senza pensare all'aspetto tecnico (tempo di scatto, apertura del diaframma e messa a fuoco di precisione). La potete usare con la stessa semplicità di una LC-A o di una LC-Wide, utilizzando anche per essa solo due comandi basilari: la messa a fuoco a zona e l'avanzamento della pellicola. Dotata di un obiettivo supergrandangolare, assomiglia come prospettiva più alla LC-Wide che alla LC-A, e proprio grazie alla grande profondità di campo di quest'obiettivo la messa a fuoco zonale è più che sufficiente per ottenere foto nitide. La fotocamera permette altresì di ottenere esposizioni multiple agendo su una piccola levetta posta a fianco della rotellina di avanzamento (che se non azionata evita doppie esposizioni non intenzionali). Inoltre la meccanica della fotocamera è progettata in modo che, come nei modelli 35mm, la rotellina di avanzamento si blocca in automatico una volta effettuato l'avanzamento del fotogramma (non avete bisogno di controllare l'avanzamento attraverso una finestrella; questo preziosismo tecnico è utilissimo se utilizzate la fotocamera in condizioni di scarsa luce). Il caricamento della pellicola è piuttosto semplice: sganciati il rullino usato ed la spoletta vuota agendo su due levette poste nella parte interna del dorso, si inserisce quello nuovo, lo si avanza sino a quando la linea di start (indicata di solito da una coppia di frecce verticali) si trova al centro del fotogramma, e poi si chiude il dorso. A questo punto basta agire sulla rotella di avanzamento sino a quando essa si blocca, posizionandosi automaticamente sul primo fotogramma. Al termine dei 12 scatti, la rotella di avanzamento è libera di ruotare senza blocchi consentendovi di riavvolgere tutto il rullino. L'estrema leggerezza della fotocamera vi consente di tenerla al collo per tutta la giornata senza stancarvi, ed il mirino quadrato, molto luminoso e privo di informazioni inutili (ci sono solo i due led rossi che svolgono le stesse funzioni di quelli presenti nei modelli 35mm) permette di comporre senza inutili distrazioni.

Credits: pearlgirl77 & faaabii

Qui una serie di foto scattate recentemente da me con questa fotocamera:

Credits: sirio174

Se desiderate una fotocamera ad ottica intercambiabile vi consiglio la Lomo Belair, dal suo design accattivante a soffietto, leggera e compatta. Si tratta di una macchina a soffietto che, nonostante le dimensioni della pellicola medio formato, una volta ripiegata può essere comodamente riposta in una tasca o in una borsetta. Dotata di due obbiettivi (una focale normale ed un grandangolo) rapidamente intercambiabili grazie ad un comodo attacco a baionetta, funziona con un paio di piccole batterie che alimentano l'esposimetro accoppiato all'otturatore centrale (la fotocamera funziona a priorità di diaframmi).

Sulla parte superiore è presente un piccolo incavo nel quale inserire il mirino adatto alla focale scelta. La regolazione della sensibilità della pellicola avviene agendo su una piccola rotellina posta immediatamente dietro la parte anteriore della fotocamera, a sinistra del soffietto. La messa a fuoco avviene agendo su una ghiera coassiale con l'obiettivo (ove sono indicate le distanze di 1; 1,5; 3 metri ed infinito - utili se si vuole preimpostare un valore "a zona"); coassialmente alla ghiera di messa a fuoco trovate la regolazione del diaframma su due posizioni: F8 per le giornate nuvolose e F16 per i giorni di pieno sole.

Credits: sobetion, kikuzumi & ccwu

Se cercate una fotocamera semplice ed intuitiva da utilizzare, capace di realizzare splendidi formati panoramici su pellicola 120, e non avete bisogno di una messa a fuoco precisa o di lavorare con diaframmi piuttosto aperti, questa fotocamera è adattissima al vostro scopo. Ricordatevi, anche con questa fotocamera, di avanzare la pellicola subito dopo lo scatto per evitare doppie esposizioni indesiderate, e controllate l'avanzamento del fotogramma sulla finestrella posta nella parte posteriore della macchina. Ergonomicamente è una via di mezzo tra le biottiche, completamente manuali, e la Lomo LC-A 120, completamente automatica nella scelta sia del tempo che dell'apertura.

Qui una serie di foto da me scattate con questa macchina:

Credits: sirio174

Come ultima fotocamera medio formato, merita di essere citata anche la mitica Kodak Brownie (di cui posseggo il modello "n. 2"), che ha fatto la storia della fotografia contribuendo, all'inizio del XX secolo, a divulgare queso magnifico hobby. Completamente meccanica, dotata di un otturatore rotante simile a quello delle Holga e delle Diana, di una selezione tra 3 valori di diaframma e dotata di un unico tempo di scatto (approssimatamente 1/50 di secondo), è semplicissima da utilizzare. La leva dell'otturatore funziona sia spingendola verso il basso che tirandola verso l'alto (evitate pertanto il doppio movimento; non ha una molla di ritorno come nella Diana) e l'avanzamento della pellicola avviene mediante una semplice rotellina posta sul lato destro della fotocamera. Dotata di un discreto doppietto in vetro ottico, è stata il cavallo di battaglia e la prima fotocamera di moltissimi ragazzi. Proprio per la sua semplicità d'uso, la Kodak aveva coniato, per la prima volta, in occasione del battesimo di questa serie di fotocamere, il motto: "Tu premi il pulsante, noi pensiamo al resto", anticipando di molto una delle regole d'oro della Lomografia. Nell'ultima foto (e in alto nella prima) potete vedere il modello in mio possesso, mentre le rimanenti immagini si riferiscono a versioni più recenti della stessa fotocamera.

Credits: utterlee, ademainbenjamin & janicuprun

Il limite principale di questa fotocamera è dato dalla difficoltà di comporre le immagini, visualizzate su due finestrelle estremamente piccole (una per le inquadrature verticali ed una per quelle orizzontali - la macchina scatta in formato 6x9 centimetri) poste sul lato destro e sulla parte superiore della macchina. Resta pertanto un simpatico oggetto da collezione, con il quale mi sono divertito a scattare qualche foto:

Credits: sirio174

Nei precedenti articoli mi sono occupato dei mirini delle macchine con messa a fuoco su vetro piano, di quelli delle reflex, e dell'ergonomia delle fotocamere da taschino, a telemetro e reflex

Scritto da sirio174 il 2017-12-27 in #gear #lubitel #medio-formato #kodak-brownie #recensione #regular-contributor #lc-a-120 #cameras-in-depht #impugnatura

Un Commento

  1. klawe
    klawe ·

    Thank you for very interest article! I think, the Diana and Holga (35mm tested) are more demanding than the 35mm toy camera Nikon F-801 ;-) The boxes are even more demanding!

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