I ritratti di Piergiorgio Conte con la Lente Petzval 55

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Nonostante la sua giovanissima età, il fotografo Piergiorgio Conte ha sicuramente le idee chiare: in questa intervista ci racconta come ha iniziato il suo percorso fotografico e come si è trovato ad usare la nostra Lente Artistica Petzval 55 MKII per le sue foto ritrattistiche.

@ Piergiorgio Conte

Ciao Piergiorgio, potresti fare una tua piccola presentazione ai lettori del nostro Online Magazine?

Sono nato casualmente a Policoro (MT) ma sono cresciuto e vivo a Lecce. Ho 18 anni, sono iscritto al Liceo artistico della mia città. Ho frequentato il Corso biennale professionale di Foto Scuola Lecce con docenti del calibro dei fotografi Angelo Ferrillo, Leonello Bertolucci, Bruno Barillari, Federico Patrocinio e Lorenzo Papadia, e approfondisco costantemente la cultura fotografica con corsi e workshop tematici. Inoltre, al termine del corso, grazie ai risultati ottenuti e a un esame finale, ho vinto, classificandomi primo, una borsa di studio per proseguire gli studi all’Istituto Italiano di Fotografia (IIF) di Milano.

Parlaci del tuo background fotografico. Qual è la tua storia? Quando hai iniziato a fotografare?

Mi sono appassionato alla fotografia all’età di 11 anni, quando i miei genitori, in occasione della prima gita scolastica, mi regalarono la prima Nikon Coolpix compatta. Capì subito che con quello strumento riuscivo a riportare a casa esattamente ciò che volevo immortalare, insomma, non il panorama, il dettaglio o il gruppo di persone ma l’emozione che quei soggetti mi avevano provocato…il mondo visto attraverso gli occhi dei miei obiettivi.

In seguito, ho continuato a sperimentare in casa con la Nikon D80 di mio padre. Dopo la scuola media decisi di iscrivermi al liceo artistico con indirizzo audiovisivo multimedia e questo convinse i miei genitori che era passione vera e, dall’età di 14 anni, mi iscrissero ai primi workshop, con Leonello Bertolucci e Max&Douglas per esempio, ai quali partecipai tra lo stupore generale a causa dell’età, dell’impegno e della generale conoscenza che già avevo della tecnica e della storia della fotografia.

@ Piergiorgio Conte

Questi meravigliosi ritratti sono stati scattati con la Lente Artistica Petzval 55: quali sono le caratteristiche che più ti hanno colpito di questa lente?

Conoscevo, per sentito dire o per le immagini che avevo visto su internet o sui vari social network, la particolarità dello sfocato di questo tipo di lenti. Devo essere sincero, ero un po’ scettico sulla nitidezza di questa lente ma, provandola, mi sono decisamente ricreduto. Dopo un paio di utilizzi sono riuscito a prendere dimestichezza con il mezzo e con le sue ghiere (messa a fuoco e bokeh control) anche grazie all’aiuto del focus peaking della fotocamera. Lavora benissimo sia a diaframma molto chiuso sia a diaframma molto aperto non crea aberrazioni cromatiche, né si notano significative perdite di nitidezza. Anche i colori che restituisce sulla mia macchina sono ottimi. Direi che è assolutamente una lente “particolare” (soprattutto per lo sfocato). Me ne sono subito innamorato, è perfetta per i ritratti. La qualità costruttiva è alta e dal punto di vista estetico, secondo me, è veramente un obiettivo fighissimo. L’ho provato solo a livello fotografico ma credo che anche tanti video maker apprezzerebbero la sua resa.

Su quale fotocamera hai testato la lente?

Sulla mia inseparabile Sony a6000

Troviamo molti ritratti tra i tuoi scatti, da dove nasce questa tua passione per la fotografia ritrattistica?

Generalmente prediligo il reportage, la street e la fotografia documentaria ma non disdegno il paesaggio o lo still life. Il ritratto è venuto quasi per caso, quando mi sono occupato di fotografia di spettacolo. Amando documentare storie da un punto di vista personale, non mi bastava fotografare ciò che accadeva sul palco, per quello c’erano decine di altri fotografi, ma volevo e dovevo documentare cosa c’era dietro. E dietro c’è tanta azione, un mondo a parte che permette di far vivere quel magico momento di spettacolo, ma che, a modo suo è altrettanto magico. E dietro le quinte non ci sono scenografie, luci e lustrini ma solo persone. Tecnici, operatori della sicurezza, registi, artisti, makeup artist, tutti carichi di adrenalina, preoccupati o soddisfatti, stanchi o a mille, divertiti o annoiati. Attraverso le espressioni dei loro volti riesco a documentare il vero successo dello spettacolo.

@ Piergiorgio Conte

Negli ultimi anni hai fotografato diversi artisti di fama nazionale con dei risultati che mostrano una naturalezza davvero sorprendente: qual è il tuo segreto per mettere i tuoi soggetti a loro agio?

Balzo fuori come un furetto dal buio del backstage, li stordisco con un lampo del mio faretto led e, prima che si riprendano dallo stupore, li frizzo in un'espressione del volto tra il sorpreso e il divertito. A parte gli scherzi, lavorare nel backstage aiuta, si viene percepiti come qualcuno dello staff. Il resto lo fa la mia giovane età, un sorriso e giocare sulla vanità con la proposta fatidica ..."May I take your portrait, please?"

Quando sono in studio di solito c’è la possibilità di conoscere meglio il soggetto, ci si beve un caffè insieme e poi si scatta.

Cosa rende perfetto un ritratto?

Non c’è una regola precisa, innanzitutto, come diceva il grandissimo Efrem Raimondi, “il ritratto è in primis fotografia: FOTOGRAFIA! Ed è questo l’approccio col quale va affrontato. Troppo spesso si finisce invischiati nelle specifiche di genere. Che sostanzialmente fanno coincidere una soggettività discutibile con l’oggettività assoluta, trasformandola in Verità.” Per quanto mi riguarda, quando scatto un ritratto, come anche una qualsiasi altra fotografia, capisco di aver ottenuto una buona foto quando dentro di me sento qualcosa, direi quasi un brividino, che non si può spiegare, bisogna provare questa sensazione per capirla. Questo può avvenire dopo aver scattato una foto, dieci foto o potrebbe non capitare.

Comunque, nei miei ritratti, soprattutto in quelli realizzati in studio cerco di inserire meno elementi possibile nella composizione. Gioco molto con le luci, utilizzo sia luci flash, che continue, quella che preferisco è la luce Rembrandt. Realizzo molti primi piani o primissimi piani. Mi piace l’essenziale, le geometrie che crea la pelle, il volto. Al massimo inserisco le mani o degli accessori molto semplici del soggetto ritratto (come degli occhiali, per esempio) ma solo se creano un “cortocircuito” con il soggetto e la luce.
Per i ritratti ambientati invece cerco inserire bene il soggetto nell’ambiente in cui mi trovo, usando le quinte, oggetti che sono presenti, etc…anche qui ricerco sempre giochi cromatici, geometrici e di luce.

Chi sono gli artisti che segui e da chi-cosa trai ispirazione per le tue foto?

Sono tantissimi, del passato amo Irving Penn, Arnold Newman, Richard Avedon, Tazio Secchiaroli, Philippe Halsman, Herb Ritts, Ugo Mulas.

Tra quelli contemporanei: Guido Harari, Mattia Zoppellaro, Paolo Roversi, Mattia Guolo, Platon, Jack Davison, Marco Grob, Martin Schoeller e Giovanni Gastel che, purtroppo, ci ha appena lasciati e a me è rimasta l'amarezza di non averlo conosciuto, speravo di farlo l'anno prossimo, una volta trasferito a Milano.

Mi riconosco nelle sue parole “Se faccio fotografie sto bene, se non le faccio sto male. È uno stato di necessità. Se non le faccio entro in conflitto con me stesso”. Era fonte di grandissima ispirazione per me. Mi dispiace infinitamente, le sue foto rimarranno eterne.

Inoltre, guardo molti film e serie tv da cui traggo ispirazione, amo la storia dell’arte, in particolare i pittori fiamminghi, i pittori caravaggeschi, Rembrandt, Hayez.

@ Piergiorgio Conte

Che tipo di attrezzatura fotografica non può assolutamente mancare quando scatti ritratti?

Amo le ottiche di media lunghezza focale per i ritratti, anche se mi piace sperimentare e scattare con quello che ho a disposizione, visto che credo che il mezzo sia relativamente importante, conta il messaggio. Durante gli eventi, backstage di concerti, ecc… dove il tempo spesso è poco, sicuramente porto sempre con un me un faretto led, comodo e non ingombrante.

Quale attrezzatura invece porti sempre con te nei tuoi viaggi?

Cerco sempre di non esagerare per potermi muovere agevolmente. Ho diverse borse, quella che preferisco contiene la fotocamera e due obiettivi, 30 mm e un 135 mm, oltre al famoso faretto led. Se necessario, non potendo contare su un supporto in loco, allora utilizzo lo zaino e un borsone che contengono anche il flash da studio, il trigger, gelatine colorate, un pannello riflettente, il cavalletto e alcune lampade con stativi.

Hai qualche progetto o collaborazione interessante in programma?

Al momento sperimento e studio anche se, da pochi giorni, sono diventato Visual Director dell’EIFF (Ecologico International Film Festival) e mi occuperò dell’organizzazione degli eventi fotografici e della documentazione del festival. Comunque, anche in questo periodo difficile, collaboro con molti artisti e cantanti emergenti a Lecce e con FEVER, un’associazione giovanile culturale molto attiva nel sud, sperando di poter ritornare presto a scattare ai concerti o eventi per realizzare nuovi progetti o continuarne degli altri, come Dietro Le Quinte, un progetto con il quale ho già vinto un premio ma che voglio ampliare maggiormente. Lo potete vedere sul mio sito.

@ Piergiorgio Conte

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Scritto da melissaperitore il 2021-03-29 in #gear #persone

Un Commento

  1. franc_rizz
    franc_rizz ·

    "May I take your portrait, please?", conosco un fotografo straordinario che usa da decenni una frase simile, i suoi risultati sono a dir poco unici e di un altro livello.
    "May I take a picture of you?" è il suo.. Immagino benissimo sappiate chi sia! ♥

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