Racconto Fotografico di Lorenzo Caleca aka poesianellestrade della XVI edizione di Fotografia Europea

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Si é appena conclusa la XVI edizione del Festival FOTOGRAFIA EUROPEA e Lorenzo Caleca aka poesianellestrade, membro molto attivo della nostra Community, ci ha accompagnato nuovamente con la sua Diana Mini in un viaggio fotografico che racconta la sua visita al festival.

© Lorenzo Caleca

Ciao Lorenzo! Potresti fare una breve introduzione per i nuovi arrivati della nostra Community?

Ciao a tutti, prima di tutto vorrei salutare i nuovi arrivati e ringraziarli per continuare a portare avanti questa passione. Io sono Lorenzo, aka poesianellestrade per il mondo fotografico, e sono un fotoamatore e fanzinaro per passione; negli ultimi mesi ho cercato di spingere questa passione fino a farla diventare, non dico un lavoro, ma qualcosa di cui andare fiero. Da quasi un anno ho dato anche una forma a questo "laboratorio" di idee che concretamente esiste solo nelle teste mie e di Domenico, amico e compagno di sventure, ed altro non è che uno scatolone contenente una taglierina per fogli, una spillatrice e tutto il necessario per comporre dei piccoli libricini: il suo nome è Studio Volodja, a breve usciremo con un "piano editoriale" e si dovrebbe aggiungere allo staff una grafica molto brava. Per ora ci trovate sulle distro più malcacate in giro per i concerti.

© Lorenzo Caleca - Ermanno Foroni

Fotografia Europea, insieme ad altri festival, ha inaugurato finalmente il ritorno di eventi culturali dopo questi mesi di blocco totale: per te, quanto é importante il poter partecipare ad eventi culturali "fisici" e non virtuali come é successo nell'ultimo anno?

Inutile dire che sono felice di questa riapertura: credo che i festival siano molto importanti perché danno voce a giovani talenti e permettono agli appassionati di fotografia di vedere dal vivo prodotti, immagini e performance, che altrimenti potremmo soltanto sognare sulle pagine di qualche rivista, e neanche, visto che ormai la battaglia della fotografia sembra essersi spostata sul ring dei like. Parlo ovviamente però di partecipare da spettatore! Per quanto riguarda il mio lato "artistico" dopo un piccolo stop di due anni ho deciso di pesare bene le mie partecipazioni ai festival.

Vi spiego meglio: sono stato fermo due anni per definire meglio la mia fotografia e soprattutto per capire cosa volessi fare; chi mi segue e mi conosce sa bene quanto sia "polemico" e quanto spinga un tipo di fotografia non molto convenzionale e, soprattutto, politica e sociale. In questa autoanalisi ho valutato anche il ruolo del festival e ho deciso anche che allo stato attuale delle cose dietro un immagine non deve nascondersi solo una storia ma forse è il momento di valutare anche come e dove esporre le foto.

© Lorenzo Caleca - Nella foto a sinistra: Alessandra Pace

Qual è stato il momento saliente del festival? Hai partecipato a qualche incontro, conferenza o workshop che ti ha colpito particolarmente?

Purtroppo il festival quest'anno è arrivato in un momento veramente turbolento ed ha dovuto fare i conti in primis con un trasloco. Non sono riuscito a partecipare attivamente a tutte le iniziative anche perchè quelle che mi facevano più gola sono saltate ed altre coincidevano con impegni inderogabili. Senza dubbio il bello di FE è il reincontrare amici e respirare quell'aria di fotografia che durante la manifestazione pervade Reggio seguito dal fine settimana dedicato all'editoria indipendente ma, purtroppo, anche quest'anno non sono riuscito a corteggiare lo staff di Skinner Book.

Se però devo mettere un momento al primo posto, non posso non citare il primissimo week end di apertura in cui ho conosciuto amici, vecchi e nuovi, con cui durante i lock down ci siamo tenuti compagnia: tra questi una menzione speciale va ai grandissimi di King Koala: Jacopo, Luca e Alessandra sono stati un incontro bellissimo! Con loro ci siamo confrontati molto sull'importanza delle immagini, sulla necessità di creare nuove realtà e nuove "reti" ed abbiamo scoperto di parlare la stessa lingua e la passione per l'eucaliptus. Un altro incontro molto bello è stato quello con Bianca, giovane fotografa ma con le idee molto chiare.

© Lorenzo Caleca - Nella foto a destra: Luca Matarazzo di King Koala

Non sei sicuramente estraneo a questo festival: durante l'edizione 2019 hai esposto le tue fotografie e presentato il tuo libro fotografico Ruhrgebiet e hai documentato il Festival con, tra le altre, la nostra Diana Mini che ti ha accompagnato nuovamente in questa edizione: questa mini fotocamera ha mai attratto la curiosità di qualche esperto del settore durante il festival?

Durante la scorsa edizione ero riuscito ad approcciare Larry Fink, che in seguito sono anche riuscito ad immortalare. A questo giro invece la Diana non ha rimorchiato più di tanto, inizia a sentire il peso dell'età ed ogni tanto perde pezzi dopo (solamente) 6 anni di onorato e tumultuoso servizio. Gli esperti del settore purtroppo stanno diventando sempre più tecnici e si dimenticano le origini ma parlando con i "cosiddetti" esordienti pian piano scopri che tutti sono passati dalla Diana, o dalle sue sorelline, e che infondo queste macchinette di plastica sono associate a bellissimi ricordi di fotografia spensierata.

Ecco! forse è proprio questo il motivo per cui la porto al festival: per ricordare alla gente che la fotografia è sì arte, ma senza passione, senza scintilla, restano solo immagini.

Per chi fosse interessato può scaricare la e-zine QUI al modico prezzo di 2 euro. Non voglio sembrare esoso, del resto per citare il Maestro Verri:

...fate fogli di poesia, poeti! vendeteli per poche lire.

Ormai con due euro non ci paghi neanche una birra ma sono l'inizio per iniziare a raccogliere i soldi per una fanzine.

© Lorenzo Caleca

Il Festival ha ospitato anche alcuni allestimenti open air in sette aree cittadine: quali sono secondo te i pro ed i contro del rendere visibile ad un pubblico più ampio possibile i lavori di artisti?

I pro sono senza dubbio tanti: il poter passeggiare per la città ed ammirare le opere quando e come vuoi, a me ad esempio piace sbevazzare mentre guardo le mostre e questo nei luoghi "accademici" non è permesso; un altro punto di forza degli allestimenti "open air" è il poter raggiungere più persone possibile anche gente che normalmente non andrebbe a vedere una mostra e invece se la trova sotto casa e ci si approccia.

Anche i contro però sono molti ma i più pesanti sono senza dubbio il clima e l'incuria: vedere le foto di Majoli sciolte dalla pioggia è stato davvero un peccato, idem per Mermelstein strappato e finito sotto qualche cespuglio - ma del resto quest'anno si è voluto dare un aspetto più "performativo" al festival...e questo è il bello della diretta.

© Lorenzo Caleca - Valerio Polici e Bianca Arnold

Qual é stata la mostra che ti ha colpito di più?

Partiamo dal circuito Off (del quale ammetto di essere un vero feticista e ringrazio gli amici di The Mammoth Reflex per scegliermi come inviato ogni anno): ho apprezzato molto la mostra di Valerio Polici, Interno, con cui ha voluto tracciare un solco ben definito tra uno stile più "sporco" con cui ha vinto l'off dell'ultima edizione ed uno sguardo più pulito e attento, quasi intimo, che lo ha portato a presentarsi quest'anno allo Spazio San Zenone, anche se credo che lo spazio in questione valga come "cuscinetto" tra l'off diffuso e il circuito ufficiale, un purgatorio artistico (si può dire?).

© Lorenzo Caleca - In basso a sinistra: allestimento curato da Sara Munari di Musa Fotografia

Anche Refoto, altro spazio cuscinetto, si conferma un mare infinito da cui pescare degli spunti interessantissimi e dove vedere mostre bellissime. Piacevolissime le chiacchiere con lo staff di Spazio C21 sulla loro offerta di metafotografia e ci terrei a mandare un augurio al neo-nato Spazio Punctum che ha deciso di presentarsi con una mostra di Antonio Sansica in cui c'era piacere anche per le orecchie.

© Lorenzo Caleca

I ragazzi di Koala li ho già citati, non abbastanza!, ma credo che quest'anno il festival sia "capitato" all'improvviso e abbia travolto anche loro. Spero nelle prossime edizione di vederli in altre contesti e più agguerriti, se lo meritano! Posso spoilerarvi che manteniamo un contatto a trois con uno spazio fotografico di Reggio ma non dico altro.
Immancabile la menzione alla gang dei DueGobbi e ad Ermanno Foroni che quest'anno ha deciso, per questioni di spazio, di esporre da freelance; sono molto dispiaciuto di non essere riuscito a vedere le mostre di Carla Palumbo e Arianna Lerussi, della quale però ho recuperato il catalogo-zine, ma con Via Roma quest'anno non c'è stato modo di matchare.

© Lorenzo Caleca

Per quanto riguarda il circuito On ho notato come patron Guadagnini si sia voluto orientare verso il performativo, sarà stata la storia dell'open air...comunque ho apprezzato molto Piergiorgio Casotti e Emanuele Brutti con Index G, la collagistica distopica di Lebohang Kganye e, come al solito le esposizioni dei Chiostri di San Domenico dove ho avuto modo di sfogliare e portare a casa l'ultima copia di THE LONG WAY HOME OF IVAN PUTNICK, TRUCK DRIVER. Ho avuto modo anche quest'anno di imbattermi in miei conterranei: nella selezione libresca di Palazzo Da Mos(t)ro era esposto INTO THE SILENCE, EREMITI DEL TERZO MILLENNIO di Carlo Bevilacqua che seguo e che stimo un sacco.

© Lorenzo Caleca

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Segui Lorenzo aka poesienellestrade sulla sua LomoHome, sul suo profilo Instagram e sul profilo del suo nuovissimo progetto Studio Volodja. Trovi la e-zine con il suo resoconto fotografico completo di Fotografia Europea QUI.

Scritto da melissaperitore il 2021-07-09 in #gear #cultura #festivaldifotografia

Maggiori informazioni

Lomography Diana Mini

Lomography Diana Mini

La Diana Mini utilizza rullini 35mm e realizza scatti sognanti e lo-fi. La fotocamera permette di scegliere tra scatti formato half frame e square frame. Presenta inoltre una funzione per la modalità Bulb e permette di realizzare lunghe esposizioni e crazy light painting!

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