Lomography Incontra chiamamifaro

Esce oggi BISTROT, il nuovo singolo di chiamamifaro, il progetto di Angelica Gori, 19 anni appena compiuti, e Alessandro Belotti, di indole e stanza bergamasca ma con una forte passione per i luoghi esotici e i cactus.

Il nome del progetto - chiamamifaro - é ispirato, come ricorda il nome stesso, dalla luce dei fari: posti sicuri, che illuminano sempre qualcosa o qualcuno e, per Angelica, il faro è stato il luogo in cui ha capito che la musica poteva essere la sua strada. Abbiamo fatto una chiacchierata con Angelica che ci ha anche condiviso alcune foto inedite scattate con la fotocamera Simple Use precaricata con la pellicola Metropolis.

Ciao Angelica, benvenuta! Quando nasce il tuo amore per la musica e quando hai capito di voler intraprendere la carriera da artista?

L’amore per la musica è sempre stata una costante nella mia famiglia, e fin da quando sono bambina dopo ogni cena o grigliata mio zio tira fuori la sua chitarra e fa cantare tutti. Mi piaceva da morire quella sensazione magica, quasi tangibile che c’era nell’aria appena lui tirava fuori la chitarra e si metteva a cantare “This boots are made for walkin’” di Nancy Sinatra e volevo essere capace di ricrearla anche io. Così a 15 anni ho cominciato a strimpellare la chitarra e da lì è nata nel tempo anche la convinzione che avrei voluto provare a fare questo nella vita.

Quali sono i dischi che ti hanno formata a livello musicale?

Sicuramente “Fabrizio De Andre e PFM in concerto” perché in casa mia c’è sempre stato il culto di De Andrè e quindi ha fatto parte dei miei ascolti da quando sono piccola. Passando invece ad artisti un po’ più contemporanei non posso che citare i Lumineers e tutti i loro 3 album, dal primo che si chiama appunto “The Lumineers” uscito nel 2012 fino a all’ultimo del 2019. È forse il gruppo che ascolto da più tempo e che non mi sono ancora stancata di ascoltare. E per ultimo citerei “Lungs” di Florence and The Machine che è, a mio parere, un’artista super enigmatica e musicalmente stilosissima alla quale mi rifaccio spesso.

Nella musica, come nella fotografia c'è un ritorno all'analogico: negli ultimi anni molti dj hanno ripreso a suonare con vinili e fotografi hanno ripreso a scattare su pellicola. Tu sei "figlia dell'era digitale", ma come ti rapporti con l'analogico?

Per i primi 18 anni della mia vita non ricordo di aver mai avuto un vero e proprio rapporto con l’analogico ma a marzo 2020 nel pieno della quarantena e presa della noia insieme a mio fratello abbiamo rispolverato la collezione di vinili di mio padre, abbiamo aggiustato il giradischi ed è da quel momento che quando ne ho l’occasione mi ritaglio spazio e per me e ascolto un disco nuovo.

Quanto in questo ultimo anno quasi inverosimile la musica ti ha aiutato?

Tanto. Tantissimo. Non so neanche spiegare quanto. Intorno a me vedo miei amici, coetanei, persino familiari che in questo anno hanno perso totalmente la voglia di fare quello che stavano facendo, studiare quello che stavano studiando a causa di questo stop che ci ha fatti sentire così lontani dalle cose che amiamo. Io nel mio piccolo mi sento estremamente fortunata perché anche senza concerti e con mille complicazioni in più io quest’anno sono riuscita a fare quello che amo. Ho scritto canzoni, sono andata in studio a registrarle, le abbiamo pubblicate. E questa cosa mi ha tenuta a galla, ma so che tanti altri non sono stati così fortunati e temo che questo avrà delle conseguenze psicologiche anche pensati sulla mia generazione.

Chi sono gli artisti del passato che tutti dovrebbe ascoltare?

Jeff Buckley, Nick Cave, Tom Waits, Bob Dylan, Joni Mitchell, Carole King.

E quelli emergenti che dovremmo assolutamente tenere d’occhio?

Rares, Ytam e Ditonellapiaga.

Nella musica, come nella fotografia, e in molti altri ambiti aggiungerei, spesso le donne non vengono prese in considerazione ed i loro meriti non vengono riconosciuti: cosa possiamo fare nel nostro piccolo per modificare questo approccio?

Innanzitutto credo sia vitale non credere alle persone che ci sminuiscono. Io in tante situazioni mi sono sentita fuori luogo e non brava abbastanza perché sono sempre l’unica donna e pure la più giovane e questa cosa, che forse qualche anno fa mi avrebbe demoralizzata terribilmente, oggi mi ha fatto venire una voglia matta di mettermi a studiare e lavorare così tanto da essere preparata ed essere finalmente presa sul serio dalle persone che spesso cercano di farmi sentire piccola piccola.

Hai qualche consiglio per chi sta muovendo i primi passi nel mondo della musica?

Premesso che non sono ancora nessuno per dispensare consigli, direi solo di crederci tanto e di uscire dalla propria comfort zone perché è quando si prendono dei rischi che si fanno le cose più belle. E soprattutto un artista, a mio parere, non nasce mai finito e quindi non basta fermarsi alle cose che sappiamo già fare bene naturalmente ma bisogna buttarsi anche ancora più in là.

Ci regali un messaggio positivo per tutti coloro che lavorano nell'ambito artistico e che in questo momento si trovano in grande difficoltà?

Io nella vita sono un’inguaribile ottimista quindi mi auguro che grazie alla campagna vaccinale si possa tornare alla normalità il più presto possibile. E poi di un’altra cosa sono convinta: io non so quando questa normalità tornerà, non sono un’indovina, ma credo che quando finalmente arriverà, la gente avrà un estremo bisogno di musica dal vivo, di festival, di dischi e allora secondo me, come dopo ogni crisi, ci sarà un periodo di grande prosperità.

Il primo EP di chiamamifaro uscirà l'11 giugno per UMA Records.

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Scritto da melissaperitore il 2021-04-30 in #gear #news #persone

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